Allerta meteo? NO! Allerta cultura!
La storia delle allerte meteo ormai va avanti da un bel pò di anni. Ad ogni pioggia viene lanciata dalla Protezione Civile Regionale l'allerta meteo per i comuni interessati da piovaschi, che siano brevi o media/forte intensità, basta che sia lanciata.
In queste allerte meteo ci sguazzano alla grande anche le istituzioni locali che la usano come scaricabarile per non affrontare i veri problemi di prevenzione. Così facendo risparmiano in manutenzione, partendo dalla semplice pulizia di caditoie stradali fino ai problemi più gravi dell'edilizia scolastica dove ci sono diversi plessi scolastici che vertono in pessime condizioni, tra infiltrazioni, caduta di calcinacci e altre svariate problematiche strutturali e non.
Al lancio dell'allerta meteo che beneficia lo stato psicologico ed emozionale dello studente (perché un giorno che non si va a scuola è sempre bello per uno studente) e tranquillizza le mamme più premurose, prendendo la situazione sotto altro aspetto, sono giorni che si negano per la formazione culturale scolastica di uno studente. Di questo passo stanno abituando le persone a credere che ogni qualvolta piove deve scattare l'allerta meteo con la chiusura di scuole di ogni ordine e grado con la conseguenza dello STOP ALLA CULTURA.
Negli ultimi anni le piogge soprattutto nei periodi invernali si sono intensificate ed è più che giusto che si prendano provvedimenti per eventuali stati di calamità naturali, ma come detto sopra, non si deve fare da scaricabarile, ma prendersi le dovute responsabilità di tutte quelle problematiche che possano causare eventuali disastri come per esempio le caditoie stradali otturate, il monitoraggio continuo dei percorsi fluviali più a rischio esondazione insieme al sistema fognario pluviale, monitorare le aree più a rischio idrogeologico, lavori di ristrutturazione e messa in sicurezza dei plessi scolastici di ogni ordine e grado al fine di evitare queste continue sospensioni didattiche/culturali che ormai cominciano a gravare sul numero di giorni scolastici annuali obbligatori ma anche sul grado di formazione di ogni singolo studente.
Un tempo era il contadino che al mattino decideva se coltivare o meno guardando le condizioni metereologiche fuori la finestra. Oggi invece a decidere su di noi e a farci abituare a questo clima di allerte meteo ci pensa la Protezione Civile Regionale e i Centri Operativi Comunali sotto la supervisione dei Sindaci.
Al giorno d'oggi l'affluenza di iscrizioni negli istituti superiori non è delle migliori senza contare di quanti studenti abbandonano il percorso di studi. Ad alimentare questa necrosi culturale sono le allerte meteo che di questo passo ci faranno trovare davanti a un analfabetismo dilagante che di pari passo viaggerà insieme a quello funzionale.
Quindi più che allerte meteo, qui si sta attentando all’istruzione pubblica di ogni singolo studente sempre per interessi istituzionali.
LA CULTURA E’ UN ARMA CHE FA PAURA AI POTENTI, NON FACCIAMOCELA NEGARE!
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