Al fianco del Popolo Greco
SIPRAS è un’ espressione politica maturata in Grecia che non può essere semplicemente esportata e copiata in Italia. Solo una classe politica provincialista può affermare il contrario.
Della serie: I soliti noti del circo mediatico elettorale salernitano, in linea con quello nazionale, che ancora continuano a fare guai senza un minimo di pudore e di onestà culturale!
Se veramente abbiamo a cuore le sorti della Grecia il movimento dell’attuale sinistra (molto sinistrata) italiana tutto deve fare tranne che riproporre una prassi politica impregnata di uno sciocco provincialismo, basata sull’imitazione di esperienze politiche e/o di avvenimenti di altre nazioni, svilendone i contenuti interessanti che ne emergono per mera campagna elettorale.
In Grecia il rischio di instabilità politica è serio a causa delle forti pressioni, minacce d’isolamento ed ulteriori restrizioni e ritorsioni finanziarie della Troika. Per questo motivo è nostro dovere esprimere solidarietà, come compagni/e italiane alla umanità politica della sinistra greca (movimento antagonista, mov. anarchico, mov. antifascista militante) che ha determinato nel proprio paese una svolta politica che assume rilevanza per l’intera Europa.
E’ fondamentale impedire una debacle dell’attuale governo, in quanto la sua caduta potrebbe comportare il subentrare di un governo di Alba Dorata, scenario affermato anche ufficialmente dal nuovo Ministro della Finanza Greca nella recente visita in Italia..
Un governo con Alba Dorata, rappresenterebbe una svolta pericolosa non solo per la Grecia ma per l’Europa intera: alimentando ulteriori sentimenti di nazionalismo, populismo e xenofobia che sono linfa vitale per i movimenti di estrema destra europei. Ciò anche alla luce del conflitto Russo Ucraino, potrebbe innescare una miscela esplosiva che porterebbe l’Europa Politica e Finanziaria ancor di più sotto l’ombrello Statunitense .
La memoria storica dovrebbe correre in aiuto agli analisti della sinistra italiana relativamente alla fragilità della giovane democrazia greca che fino a quarant’anni fa era sotto il regime dei colonnelli su egida U.S.A. L’attuale esperienza governativa greca và valutata ed affrontata seriamente in modo responsabile, e in questa chiave va letta anche la palese contraddizione evidenziata nell’uomo che sta a capo del Ministero della Difesa e quindi garante della fedeltà delle Forze Armate greche.
Il nostro agire come compagni/e italiani non può essere quindi condizionato da provincialismo ed esterofilia, caratteristiche tipiche dell’accoppiata R.C. – SEL, che invece dovrebbero interrogarsi del come e del perché le rispettive sigle sono ridotte al minimo storico nelle rappresentanze istituzionali (parlamento e governi locali) e considerate distanti dalla maggior parte della popolazione italiana.
Tali sigle politiche, prima unificate nel containers della Rifondazione Comunista scioltasi come neve al sole, sono state delegittimate dalla stessa popolazione che soffre, dagli strati sociali più deboli che rinfacciano a questa sinistra di non aver voluto affrontare e risolvere i problemi reali della gente, sia in scala nazionale che locale, che vanno dal reddito di cittadinanza, alla riduzione dell’orario di lavoro, al diritto alla casa, contro le grandi opere, nel periodo in cui tale partito governava e ricopriva sia nel Parlamento che nei vari governi locali (Regione- Provincia- Comune) ruoli strategici che vanno dal lavoro all’ambiente.
Non una seria autocritica, non una seria riflessione sui gravi errori combinati, di cui ancora oggi i compagni e la povera gente pagano a caro prezzo i risultati che si sintetizzano nel vuoto politico che ha generato come conseguenza movimenti qualunquisti e interclassisti tipo i grillini, ma soprattutto che ha lasciato intere categorie sociali e varia umanità precaria alla mercé del populismo e di rigurgiti neo fascisti /razzisti/xenofobi ed omofobi.
Se “vulimm ben” al popolo greco evitiamo di assistere al becero ed opportunista, provinciale pseudo furbetto concetto del tipo “ Mo’ si porta Tsipras facimmle pure a Saliern” che tradotto in italiano vuol dire: ora va di moda Tsipras facciamolo anche a Salerno, con la speranza di cogliere alle prossime tornate elettorali qualche consigliere regionale, comunale ecc. e magari con gli stessi soggetti di sempre che hanno banchettato fino a ieri con i poteri forti. (ovviamente l’esempio vale anche per il resto delle città in Italia)
L’esperienza Tsipras, che i compagni possono o non possono condividere, nasce da un percorso politico di anni, in un contesto geo politico molto diverso dal nostro e sarebbe un ulteriore grave errore quello di limitarsi a praticare il copia ed incolla di questa importante esperienza senza riflettere ed analizzare i contenuti e i contesti storici in cui essa è maturata.
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