8 Gennaio 2023 tentato Golpe in Brasile
“Migliaia di bolsonaristi hanno assaltato il Parlamento con evidenti complicità sia della Polizia che dell’esercito…”
Nulla in America Latina accade per caso e, visti anche i contesti internazionali contrassegnati dalla spregiudicata offensiva a livello planetario delle politiche belligeranti imperialiste USA, in funzione anti Russia e Cina, quel che è successo in Brasile già lo ponemmo come rischio all’indomani del golpe in Perù, nell’articolo del 16 dicembre 2022, il cui titolo era: “Si inizia dal Golpe in Perù per arrivare a…?”.
E se a ciò aggiungiamo il ruolo e/o peso politico che potrebbe assumere una nazione come il Brasile con un Governo, almeno nelle intenzioni e presupposti essere di Sinistra, quindi indigesto ai gringos Yankees, che qualcosa sarebbe successo in Brasile, a seguito della elezione di Lula a capo di Stato della Nazione più grande dell’America Latina, già era nell’aria.
I recentissimi eventi politici in Brasile necessitano di una seria e doverosa riflessione, in funzione antimperialista, ed a tal proposito per capire e ed analizzare ciò che è successo in Brasile riproponiamo alcune parti dell’articolo del 16 Dicembre scorso in occasione del Golpe in Perù dove , tra l’altro, il numero delle/dei manifestanti uccisi dall’esercito e polizia fedeli a Dina Boluarte aumenta giorno per giorno.
Stralci dell’articolo del 16 Dicembre 2022:
“Quali scenari politici e sviluppi si attendono in America Latina a seguito del Golpe?”
· Geograficamente il il Perù confina con la Colombia,Brasile, Bolivia,Ecuador, per cui lo stesso potrebbe essere utilizzato come base di lancio per obiettivi che travalicano i confini peruviani finalizzati per azioni politiche / militari / paramilitari contro quegli stati latinos i cui governi non rientrano nelle grazie degli USA;
· La Destra festeggia e sostiene la Boluarte, sulla quale, al momento non ci è dato sapere della sua consapevolezza o no che tale Golpe potrebbe essere usato per qualcosa di ben più grave, ed ogni riferimento piani strategici e/o obiettivi degli USA/CIA, visti i pregressi storici in America Latina tale ipotesi non è per nulla da scartare ;
· E’ doveroso/necessario ricordare che, il sogno degli imperialisti USA (gringos) Yankees (Democratici e Repubblicani che siano) resta sempre quello di chiudere i conti con Cuba oltre che impedire che l’America Latina riesca ad crearsi e mantenere una propria autonoma fisionomia geopolitica /economica sganciata dagli Stati Uniti.
E’ sempre opportuno e necessario ricordarsi di tutte le fasi che hanno preceduto del Golpe in in Cile nel 1973
“L’esperienza del Cile deve e dovrebbe sempre restare non solo nei nostri cuori esaminando allo stesso tempo quegli errori politici che hanno facilitato e permesso, contribuito e di conseguenza determinare sia i tentativi che la realizzazione di vari Golpe, tenendo conto che i Gorillas Yankees, con tutti i mezzi necessari sia militari che economici, cercheranno sempre di impedire qualsiasi cambiamento politico a loro non gradito .”
· Come nel Cile, anche in Perù (ed ora in Brasile) i protagonisti sono sempre gli stessi, sempre i soliti camionisti(padroncini) che con i loro scioperi,iniziano a creare quelle tensioni a cui fanno seguito quelle forze politiche, espressioni del capitalismo finanziario e parassitario( sempre imperante in America Latina) che con i loro bracci armati determinano quegli scenari politici che quando è il momento, mettono in atto, il classico ed ormai tristemente famoso “Golpe”.
· La longa manus dell’Imperialismo USA nell’area geopolitica del’America Latina è resa possibile dalla complicità delle forze più reazionarie (proprietari terrieri, immobiliari, del trasporto privato, mondo della finanza, famiglie aristocratiche congiuntamente alle varie mafie, polizia, esercito forze paramilitari della destra fascista e nostalgici delle varie dittature( Brasile,Cile,Argentina, Uruguay ecc..) che creano e determinano quegli scenari e climi politici tesi sempre a rendere sempre precari quei governi, specie con maggioranze risicate, poco inclini agli interessi e profitti delle varie caste precedentemente citate.
“Se a tutto ciò si aggiungono le varie lobbys occidentali delle fonti energetiche, metalli preziosi del legno, il quadro dell’America Latina assume dei contorni e degli aspetti in cui il filo che sostiene quelle forme di governo di socialismo moderno e/o democrazia emancipata è sempre sottile.
· Quel confine labile tra emancipazione e dipendenza è evidente anche nei neo governi latinos determinatisi anche a seguito delle rivolte del 2019 avvenute nelle capitali dei principali Stati Latinos da Santiago del Cile, Equador con San Francisco de Quito, per non dimenticare il Brasile e l’Argentina che hanno permesso la caduta, anche attraverso il voto delle masse popolari, dei vari governi di destra.
· Il dato politico di svolta, il più recente è quello del Brasile, preceduto dal Messico, Argentina, Cile, Colombia, Perù, Honduras che, per quanto evidenziato sopra, renderebbe necessaria la riproposizione di quella Marea Rosa, iniziata alla fine degli anni Novanta e che ebbe il suo culmine nei primi anni Duemila.
· E’ doveroso ricordare che la Marea Rosa, oltre a determinare un nuovo soggetto politico/sociale, le Comunidad, che permise ad aree geo politiche dell’America Latina di divenire un vero laboratorio politico/sociale.
· Ai governi e stati della Marea Rosa di vent’anni fa, potrebbero aggiungersi i recenti governi di sinistra derivanti dai risultati elettorali delle recenti tornate elettorali come il Messico e la Colombia, governi dove la sinistra non era particolarmente forte ed erano alleati storici degli Stati Uniti.”
“Nell’elenco dei governi Latinos fragili e quindi a rischio Golpe oltre al Perù c’è il Brasile attuale con Lula Presidente, ed è per tale motivo che si rende necessaria la solidarietà transnazionale tra i nuovi governi latinos in grado anche di affrontare e risolvere politicamente quelle problematiche come quelle riguardanti le comunità native che sono state sempre antagoniste ai governi di destra ed alle varie dittature come i Mapuche in Cile nei riguardi dei quali continua la forte repressione del governo cileno . “
Da non sottovalutare, infine, la enorme crisi economica sociale in Argentina, le rivolte in Messico capeggiate dai vari cartelli dei Narcos all’indomani dell’arresto del figlio del Chapo, le pressioni occidentali contro Maduro in Venezuela ed Ortega in Nicaragua.
Ora e sempre
Yankee Go Home!
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