11 Settembre 1973 Golpe in Cile

golpeCile

 

4 Settembre 2019 dichiarazioni di Bolsonaro:

“Senza Pinochet il Cile sarebbe come Cuba”

Sulle motivazioni politiche che hanno portato gli Stati Uniti a mettere in atto il Colpo di Stato in Cile, sostenendo politicamente/economicamente/militarmente Augusto Pinochet è un dato storico confermato pochi giorni fa dal neofascista Jair Bolsonaro, attuale Presidente del Brasile, con le dichiarazioni “Senza Pinochet il Cile sarebbe come Cuba” non svelando tra l’altro nulla di nuovo.

Quello che però fa rabbia ed indigna tantissimo è che tali affermazioni «Se non fosse stato per Augusto Pinochet, che ha sconfitto la sinistra nel 1973, incluso suo padre, oggi il Cile sarebbe come Cuba» sono state rivolte a Michelle Bachelet il cui padre venne torturato fino alla morte e la stessa Michelle Bachelet, insieme alla madre Angela Jeria, furono arrestate e torturate prima di esiliare in Australia.

Bolsonaro, se non fosse il Presidente del Brasile, potrebbe essere annoverato nell’elenco dei soliti squadristi/nazifascisti nostalgici sparsi nel mondo ma, trattandosi della principale figura istituzionale che guida il più grande paese dell’America Latina la cosa desta maggior preoccupazione.

Alla dichiarazione di guerra agli Indios dell’Amazzonia a cui sono seguiti, come volevasi dimostrare, gli incendi nel la foresta, polmone principale del nostro pianeta, si uniscono le denunce delle continue violenze della polizia e della grave violazione dei diritti umani che si consumano in Brasile all’indomani dell’investitura a Presidente di Bolsonaro.

La Bachelet ha denunciato in una conferenza stampa che nel paese governato da Bolsonaro «nel primo semestre di questo anno, e solo a Rio de Janeiro e San Paolo, 1291 persone sono state uccise dalle forze dell'ordine», con un aumento notevole dell'uso della violenza che ha «colpito in modo sproporzionato i cittadini di origine africana».

Ricordare la data tragica del Golpe in Cile avvenuto l’11 Settembre 1973, per la memoria storica da non dimenticare mai, è fondamentale per non ripercorrere errori politici del Governo Allende, errori che nella sinistra anche istituzionale si ripropongono spesso, specie quando la sinistra governa.

Il Cile cosa ci insegna?

  • non fidarsi mai del pensiero democratico/capitalista;

  • non disarmare mai ideologicamente la classe operaia ed il Movimento, l’allora Sinistra Rivoluzionaria oggi il Fronte di Opposizione Anatagonista;

  • non permettere nelle periferie e nei quartieri popolari il dilagare dell’incultura/qualunquista del sottoproletariato categoria sociale storicamente a saldo ed al soldo delle forze politiche/economiche reazionaria;

  • non separarsi mai dai bisogni reali degli strati sociali precari;

  • non fidarsi mai dei ceti medi imprenditoriali e dei padroncini, delle espressioni del capitale finanziario e speculativo.

La drammatica esperienza cilena Golpe ha rappresentato, per una intera generazione internazionale, un momento di maturazione e di lezione geopolitica specie su come prevenire ed affrontare ed interpretare le trasformazioni sociali, avvenimenti intuendone anche quelle fasi  che potrebbero precedere svolte reazionarie ed antidemocratiche nelle nazioni.

Ricordare e contestualizzare le fasi storiche che hanno preceduto il Golpe cileno significa, specie in questo contesto internazionale in cui spira un forte vento reazionario, fornire laicamente alle nuove generazioni di militanti di sinistra utili strumenti di formazione e maturazione politico/culturale complessiva su come sinteticamente detto “si cura e si previene il cancro nazi/fascista” che specie in questa fase storica ancora miete vittime.

Nell’Europa degli inizi degli ani 70 con le dittature in Spagna/Grecia/Portogallo ed i tentativi di Golpe in Italia sempre con il sostegno degli Stati Uniti d’America ed Israele, solo il movimento rivoluzionario ed il movimento operaio, in Italia come nel resto del mondo, fu in grado di impedire non solo il dilagare di regimi fascisti ma anche di far crollare quei regimi dittatoriali ancora in vita (vedi la Grecia ed il Portogallo).

Tra gli stati e governi che hanno sempre sostenuto, finanziati e riconosciuti i regimi fascisti sparsi in Europa come nel resto del mondo, il ruolo primario, storia conclamata ed arci nota spetta agli Stai Uniti ma a ruota quello che spicca maggiormente è stato ed è tutt’ora il ruolo di Israele con suoi apparati militari (servizi segreti) ruolo e funzioni sulle quali cala una perenne coltre omertosa e di complicità dell’intero Occidente.

Israele, in funzione anticomunista, ha sempre riconosciuto i regimi di destra:

  • Israele riconobbe e sostenne la Dittatura in Brasile (1968), rifornendola di armi e di competenze militari e persino firmato un certo numero di accordi nucleari.

    1. Visto che, ”il primo amore non si scorda mai“, Netanyahu è stato pronto a congratularsi con Bolsonaro per la vittoria elettorale, dicendogli in una conversazione telefonica: “sono sicuro che la tua scelta porterà ad una grande amicizia tra i nostri due popoli e a legami più stretti tra i due Paesi.

    2. Israele, alla fine degli anni sessanta, riconoscendo e sostenendo la dittatura in Brasile ebbe un ruolo importante, condotto sottotraccia, per il progetto di destabilizzazione dell’America Latina che portò prima al Golpe in Cile poi in Argentina.

      • Israele, oltre gli Stati Uniti, riconobbe il Regime Sudafricano dell’Apartheid attraverso rapporti e scambi economici;

      • E’ storia conclamata il coinvolgimento ed il ruolo dei Servizi Segreti Israeliani, congiuntamente a quelli dei regimi dittatoriali spagnoli e portoghesi, non solo nella strategia stragista  fascista ma anche nei vari tentativi di golpe in Italia che, sempre in funzione anticomunista, rientrava nei piani  strategici del Patto Atlantico, della NATO e della CIA;

      • Israele, con i suoi servizi segreti ebbero un ruolo di copertura di sostegno indiretto con i neo fascisti italiani garantendo loro coperture e latitanze in America Latina e paesi europei come la Spagna, Grecia ed il Portogallo.

A Proposito del Cile, in Italia la Democrazia Cristiana di Rumor e Moro volevano riconoscere Pinochet congiuntamente per non parlare del Vaticano e della Chiesa che ebbero un ruolo di copertura verso gli efferati crimini perpetrati dai regimi dittatoriali sia  in Cile con Pinochet ed in seguito in Argentina.

La Chiesa, addirittura con Papa Woityla e Sodano sostennero Pinochet quando venne arrestato in Gran Bretagna dove si trovava per motivi di salute, su mandato del giudice Baltsar Garzon per i reati di violazione dei diritti umani nei confronti di diversi cittadini spagnoli durante gli anni della dittatura si mobilitarono per impedire l’estradizione in Spagna di Pinochet

La vicenda del Golpe cileno ebbe anche ricadute politiche nell’ora P.C.I. di Berlinguer con la scelta politica di riconoscere la NATO, con le motivazioni politiche di dissuasione verso gli Stati Uniti negli intenti di golpe in Italia iniziando in tal modo l’opera revisionista che porterà al compromesso storico con la D.C. .

Sul dovere e la necessità di non dimenticare mai il Golpe in Cile, sul quale ci sarebbe tantissimo da dire e da scrivere, sono sufficienti anche le recenti dichiarazioni di Bolsonaro che rappresentano quel livello di impunità misto ad arroganza e di sicurezza determinata dal clima politico internazionale attuale contrassegnato da nazionalismi, determinazione e configurazioni di stati indentitari su basi etnico religioso e con una Internazionale nera con Trump al vertice, motivi che necessitano mantenere ancora viva la memoria storica del Golpe in Cile.

La vicenda di Bolsonaro potrebbe essere un primo test politico per quanto riguarda   la politica estera del nuovo Governo italiano giallo/”rosso” che potrebbe chiedere il ritiro degli ambasciatori italiani in Brasile e l’incriminazione dello stesso Presidente per crimini contro l’umanità (vedi la repressione degli indios e deforestazione dell’Amazzonia) e per apologia di nazi/fascismo per le dichiarazioni non solo su Pinochet ma per le manifestazioni nostalgiche della dittatura in Brasile.   

Il nuovo governo Conte bis potrebbe distinguersi in politica estera per il sostegno ai popoli martoriati come quello palestinese e kurdo, attivarsi per fermare il genocidio palestinese, visti anche gli ulteriori di guerra che spireranno ancora di più se andranno avanti gli intenti “manu militare” di annessione ad Israele della Cisgiordania.

Ricordare il Golpe in Cile dell’ 11 Settembre 1973, ripercorso sinteticamente in questo articolo, e le nefandezze storiche degli imperialisti americani fa solo rabbia e si avverte lo sconcerto quando gli Stati Uniti vengono ancora visti come riferimento di libertà come stanno facendo quei manifestanti di Hong Hong che sventolano le bandiere a stelle e strisce come simboli di pace e di democrazia.