10, 100, 1000 piazze Kurdistan!
Il “cessare il fuoco” in stile mafioso di Erdogan/Trump si traduce in:
Via i Kurdi dai loro territori !
10-100-1000 Piazze Kurdistan in Italia
Al danno rappresentato dall’ennesimo atto di aggressione di Erdogan e del suo esercito alle popolazioni Kurde ed alle proprie milizie di autodifesa popolare, si aggiunge l’ignobile beffa della Pax Mafiosa attraverso “il cessare il fuoco” imposta da Trump/Erdogan che in pratica si traduce esclusivamente nell’allontanamento dei Kurdi dai loro territori.
Di fronte a questo ennesimo atto di violazione anche del diritto internazionale e di sfacciata aggressione a popolazioni inermi, l’intero Occidente, l’ Europa, il nostro Governo, di fronte a tutto ciò si riducono e limitano solo a vaghe esternazioni ipocrite?
Il riconoscimento dell’Europa e dell’intero Occidente verso le milizie di autodifesa popolari Kurde per aver inferto un duro colpo alle orde barbariche dell’ISIS ed allo Stato islamico che, minacciavano anche i confini della fortezza Europa, non può limitarsi e/o ridursi esclusivamente ad esternazioni di falso e pseudo diplomatismo.
Il sacrificio dei combattenti Kurdi e dei nostri connazionali, Nuovi Partigiani, che hanno sacrificato la loro vita per combattere l’ISIS ed impedire il dilagare anche nelle Nazioni Europee del Fondamentalismo islamico, sostenuto dalla Turchia e finanziato da nazioni e sceicchi arabi, meritano risoluzioni politiche serie ed immediate.
Fermare il Mafioso Erdogan ed il suo esercito sia nella mattanza della popolazione Kurda che negli intenti di espansionismo è una priorità.
Quali le conseguenze dell’aggressione dell’esercito turco in pochi giorni :
- centinaia di vittime civili a seguito dei bombardamenti sia aerei che con artiglieria pesante via terra;
- uso di armi chimiche sulla popolazione inerme e civile;
- fuga di intere popolazioni tale da preannunciare una nuova catastrofe umanitaria;
- la fuga di centinaia miliziani dell’ISIS dalle carceri, sotto il controllo delle milizie popolari Kurdi, liberati dall’esercito turco;
- nuovamente le bande armate sanguinarie scorazzano con le bandiere nere dell’ISIS per le strade;
- l’uccisione di Hevrini Khalaf attivista per i diritti delle donne.
tutto questo in pochi giorni e si hanno le certezze, nonostante le censure militari, che le cifre delle vittime aumentano sempre di più e che i tempi della mattanza turca ai danni della popolazione kurda continuerà anche sotto, durante e dopo il “cessate il fuoco”.
Sono enormi le responsabilità politiche dell’intero Occidente verso questo ennesimo crimine contro l’umanità che si sta consumando in questi giorni.
L’impotenza dell’Unione Europea e dell’ONU, gli interessi e la sudditanza degli Stati Arabi agli appetiti imperialisti USA, sono alla base della non risoluzione politica dei conflitti che da più di mezzo secolo si verifica nell’area geopolitica mediorientale.
A quanto sopra evidenziato si devono aggiungere le miopie politiche, le Real Politic accompagnate da false ed ipocrite teorie e prassi pacifiste da parte di una sinistra Europea che, in fasi storiche ottimali per poter imporre/risolvere/determinare risoluzioni politiche (questione palestinese, guerra in Iraq ecc), per porre fine ai conflitti nell’area medio orientale.
Risoluzioni politiche che avrebbero, se non impedito ridotto i danni e drammi che stanno caratterizzando un pianeta ed una intera umanità.
Elencare i crimini contro l’Umanità, da Sabra e Shatila, la guerra in Iraq , la guerra definita ”giusta” nella terra Jugoslava sino alle tantissime e numerose aggressioni recenti dell’esercito israeliano alle comunità palestinesi, crimini ed aggressioni che oltre a determinare una totale instabilità politica hanno causato dei disastri umanitari dando origine all’esodo l’esodo biblico di milioni di esseri umani verso l’ Europa .
A propo
L’Italia politica, da quel Novembre 1998, con il popolo Kurdo ha un enorme debito.
In Italia nel Novembre del 1998 Abdullah Ocalan Dirigente del PKK (Partito dei lavoratori del Kurdistan), nome di battaglia Apo, era a Roma ricoverato al Celio di Roma “arrestato” ed in attesa della concessione dell’Asilo Politico in Italia come promessogli.
Per la presenza di Ocalan Roma migliaia di Kurdi presidiavano festosamente la capitale con i loro striscioni cortei danze colori ma quel che rimase impresso nei nostri cuori e ricordi erano i sorrisi, gli occhi di una comunità speranzosa e fiduciosa nella concessione del Governo Italiano dell’Asilo Politico al loro massimo rappresentante.
L’acquisizione dell’Asilo Politico ad Ocalan avrebbe significato portare alla ribalta internazionale la “Questione Kurda” per una risoluzione e politica attraverso una Conferenza Internazionale di Pace fondamentale per il riconoscimento dei diritti delle comunità Kurde dopo decenni di guerriglia, di fortissime repressioni caratterizzate da atroci torture e morti nelle carceri, distruzioni di villaggi con saccheggi, stupri etnici operati dall’esercito turco.
Avvenne poi lo squallido epilogo, con grandi responsabilità del Governo D’Alema e lo scaricabarile inscenato dal resto dei Paesi europei, che rifiutando ad Ocalan l’asilo politico cui aveva diritto in base alla Costituzione italiana, fu totalmente scaraventato nelle braccia dei torturatori turchi.
Grande fu la nostra delusione che per pochi giorni cominciavamo ad essere, almeno per una volta fieri di essere italiani, ma da quel Novembre del 1998 la problematica ed i destini del popolo Kurdo cominciarono ad essere nostro patrimonio umano/politico collettivo come quelli del popolo palestinese.
In quel Novembre 1998 quella Piazza Romana, Piazza Celimontana ribattezzata Piazza Kurdistan da una cartello appeso a mò di lapide dal compianto Dino Frisullo, divenne nei giorni di presenza di Ocalan a Roma un luogo di ritrovo non solo delle comunità Kurde sparse in Europa ma di tutto l’arcipelago della Sinistra Antagonista dell’Associazionismo impegnato nella Solidarietà internazionale solidale.
Piazza Kurdistan di Roma assunse la simbologia delle speranze di tutti quei popoli a cui venivano negati i sogni e le aspirazioni di libertà.
Da Roma in tutta Italia tante piazze Kurdfistan presero forma, anche a Salerno il Centro Sociale Asilo Politico in Piazza Cavour diede vita, per giorni a Piazza Kurdistan caratterizzata da mostre, assemblee, dibattiti, momenti ludici aggregativi.
Nella piazza Kurdistan di Salerno si affrontavano varie tematiche dalla solidarietà internazionale/internazionalista compresa la problematica palestinese, alle problematiche locali, contro i luoghi di segregazione e contro la tortura.
Piazza Kurdistan a Salerno divenne una ulteriore tappa di crescita di una generazione di militanti nella nostra città sui principi della solidarietà umana e di sostegno verso quei popoli oppressi come quello palestinese.
Nuove piazze Kurdistan a Salerno per non dimenticare .
Per tali motivi la nostra comunità deve fare pressione sull’attuale Governo nazionale che prenda seri provvedimenti tesi ad una cessazione e ritiro immediato dell’esercito turco dai territori kurdi.
Il Governo deve ritirare gli ambasciatori italiani dalle sedi in Turchia.
Localmente il Consiglio comunale dia la Cittadinanza onoraria ad Ocalan.
Ogni luogo, ogni sede sia sindacale che dell’associazionismo sia una Piazza Kurdistan sino alla risoluzione politica dei vari conflitti e sui diritti di auto/determinazione dei popoli compreso quello palestinese.
Associazione Culturale Andrea Proto
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