Odio gli inni nazionali, tranne quello dell’Armata Rossa!

tifosi

 

Storicamente i tornei internazionali di Calcio, dal Fascismo/Nazismo alla dittatura dei generali in Argentina, sono stati e saranno sempre usati come arma di distrazione di massa, come sta succedendo in questi giorni in Europa con la Coppa Europa ed in Brasile con la Coppa America.

Facendo leva sulle ideologie nazionaliste, come da copione di questi eventi, è fondamentale far risaltare scenografie ed immagini utili a focalizzare l’attenzione della gente attraverso riprese ad effetto come quelle che ritraggono le mani posti  sul cuore sia di giocatori che di tifosi e gli sguardi fissi dei calciatori rivolti alle bandiere delle varie nazioni.

La maggior parte delle immagini sugli spalti e sul campo spesso manifestano quel tasso di ipocrisia chiara espressione di un forzato sentimentalismo/ideologia nazionalista che non può che fare altro che provocare indignazione e rabbia, come nel caso della Coppa America che si sta svolgendo in Brasile, nazione con più mezzo milione di morti per la Pandemia.

Il torneo della Coppa America, specie nella partita di apertura, ha rappresentato la messa in scena della tipica partita da Regime con cupe immagini, con riprese tipiche di chi vuol incutere e comunicare paura e con la squallida messa in scena del tifo registrato di sottofondo per l’assenza del pubblico causa Pandemia.

Lo svolgimento in Brasile, del torneo della Coppa America è stato voluto a tutti i costi da Bolsonaro, anche se in Brasile, a quanto pare, neanche il gioco della pelota stia riuscendo nell’opera pacificazione e ciò è dimostrato dalle continue manifestazioni di massa in tutte le città brasiliane che chiedono la caduta e l’arresto di Bolsonaro.

L’imposizione di Bolsonaro di ospitare in Brasile il torneo della Coppa America, nonostante le centinaia di migliaia di morti nell intero continetente latinos, è stata accettata dalla magioranza dei governi di destra dell’America Latina.

Tutti insieme appassionatamente a giocarsi la carta del calcio e del nazionalismo  per distrarre i popoli latini dai reali problemi ma, nonostante il calcio nei vari stati latinos continuano le  proteste e le rivolte.

Per il torneo della Coppa America il Brasile, nonostante i disastri umanitari e sociali, dal resto del mondo nessuna indignazione, tranne qualche allenatore, come Adenor Leonardo Bacchi allenatore della selecao brasiliana, che ha criticato fortemente lo svolgimento del suddetto Torneo scatenando le ire di Bolsonaro e del figlio che pubblicamente lo hanno accusato di complottare contro l’attuale governo perché comunista.

Odio l’inno nazionale italiota perché:

  • la prima partita del campionato europeo disputata a Roma è stata proprio contro la Turchia, con tanto di inno nazionale turco accompagnato da varie  zoommate sugli sguardi invasati dei tifosi turchi e, per fortuna non si è verificato il saluto militare da parte dei giocatori. Le immagini degli invasati  tifosi turchi hanno mostrato al mondo intero il sentimento nazionalista di appartenenza ad uno stato identitario religioso, quale quello turco come Israele. Abbiamo avuto la nazionale di calcio della Turchia in casa nostra e purtroppo non si è stati in grado di contrapporre momenti di indignazione di proteste per far veicolare al mondo intero il messaggio che il sultano Erdogan è indesiderato nelle nazoioni cosiddette civili. Erdogan si sta macchiando di un crimine contro l’umanità per l’opera di sterminio e di genocidio del popolo Kurdo e che tiene segregato/sequestrato Ocalan. La Turchia che lucra sugli esiliati siriani e su coloro che scappano da guerre e conflitti, che reprime ogni forma di opposizione attraverso l’ uso sistemico della  tortura,  con gli squadroni della morte che uccidono sindacalisti  giornalisti ecc. Nessuna indignazione anzi si prorogano i finanziamenti di miliardi di Euro ad Erdogan per bloccare i flussi migratori;
  • con l’arresto di Cesare Battistti e la recente vicenda di Persichetti, l’ondata persecutoria dello stato italiota verso i nostri esiliati politici, messa in atto da un po di anni e dai vari governi (Conte 1-2/ Draghi),  non solo si cerca di azzerare la memoria storica del conflitto di classe in Italia ma dalle manifestazioni muscolari degli apparati repressivi dello stato, Decreti Salvini, lo spirito vendicativo dello stato verso i protagonisti dello scontro di classe degli 70 funge da deterrente alfine di evitare il ripetersi di movimenti reali in grado di modificalo stato delle cose presenti;
  • per lo squadrismo padronale di questi anni che ha portato all’assassinio di Adil Belakhdim coordinatore dei Si Cobas di Novara ;
  • per l’aumento delle povertà delle precarietà e della disoccupazione in Italia;
  • le stragi sul lavoro che si consumano ogni giorno nei vari posti di lavoro;
  • per i diritti negati alla maggioranza della popolazione italiana dalla salute alla scuola, un tempo pubblici e gratuiti;
  • le macellerie sociali rappresentate dalle carceri italiane
  • per i femminicidi e le aggressioni a sfondo omofobo e razzista che si consumano dal Nord al Sud Italia e che sono in esponenziale aumento;
  • per l’eterna sudditanza alla NATO, alla BCE ed al Fondo Monetario  Internazionale;
  • per non aver fatto alcun accenno sui diritti civili ed umani e sull’aparteheid israeliana e sul genocidio del popolo palestinese da pate di Israele;

Risulta evidente che l’elenco delle motivazioni sopra riportato, seppur parziale, sia  sufficiente per esprimere il dissenso riportato nel titolo e del perché  non si sopportano più tali  manifestazioni, sia esse sportive che di altro genre, nel quale l’inno nazionale cela le peggiori forme di ipocrisie sia storiche che attuali specie in vista della controriforma reazionaria di Draghi.

Almeno le note musicali dell’inno dell’Armata Rossa (ex Unione Sovietica) trasmettono il patos e la partecipazione emotiva di un popolo la cui Armata ci  liberò dal nazifascismo.