Giù le mani da Cuba

cheguevara

 

Il ritorno dell’Aquila Imperiale di Biden nel mondo. 

In neanche un anno, dall’America Latina all’area geopolitica Mediorentale, la Politica imperialista/colonialista Yankee guidata e gestita del neo Presidente  Biden, sta scandendo/imprimendo una forte accelerazione sui tempi del riordino mondiale in funzione anticinese, antirussa nella perenne opera di porre definitivamente nel dimenticatoio della storia il Comunismo/Socialismo e di mettere la parola fine a quelle comunità che si riferiscono culturalmente alla pratica collettivista.

Giù le mani da Cuba

Storicamente la politica imperialista/colonialista USA per affermarsi e porre la propria egemonia ha sempre posto in essere le tre opzioni:

  • conflitto bellico diretto;
  • preparazione e sostegno politico/economico/militare di Colpi di Stato(Golpe) dalla Grecia, Cile Argentina ecc…;
  • Embargo (il più eclatante è quello posto a Cuba da 60 anni).

In politica estera, il “nonno/pacifico” Biden, come tutti i suoi predecessori, si sta ben guardando dal non controvertire, sempre in funzione antuicomunista, le strategie e le politiche Yankees nella scena internazionale comprese anche quelle del suo predecessore Trump le cui ramificazioni ancora pesano in aree geopolitiche come l’America Latina ed il Medioriente.

America Latina

  • America Latina, specie per la Pandemia è di fronte a scenari che potrebbero mettere in discussione le politiche neoliberiste e neocolonialiste, in quanto anche per il Covid-19 sono state messe a nudo tutte le nefandezze derivanti da esse.
  • Presidente del Brasile Bolsonaro, nell’area geopolitica dell’America Latina ha avuto un ruolo politico determinante per aver riportato indietro le lancette della democrazia e dell’amencipazione di un continente, divenuto a livello internazionale, all’inizio del XXI secolo un riferimento ed esempio di modelli economici e relazionali emancipativi, attraverso il protagoniusmo delle comunità, a dimostrazione che un nuovo mondo sganciato dai dettami neoliberisti è possibile.

Nel 2018 l’elezione di Bolsonaro in Brasile segnò anche una nuova sconfitta per i partiti e i leader protagonisti della cosiddetta “marea rosa” progressista che investì l’America Latina all’inizio del secolo XXI, consegnando i destini di una buona parte degtli stati latinos al peggio della storia politica latina, alla destra, nostalgici, in quanto figli e/o parenti delle vecchie dittature sia cilene che argentine e familiari delle vecchie dittature risultati essere anche coinvolti in scandali e schifezze varie.

A pochi mesi dalle elezioni in Brasile, in Venezuela, Nicaragua ed ora Cuba, stanno succedendo/verificandosi strani avvenimenti e movimenti dove appaiono così palesi le ingerenze estere, in primis degli USA, che soffiando sul fuoco delle difficoltà di vita a in cui versano le comunità di latinos,  principalmente a causa  dell’embargo posto militarmente dagli USA, sostengono e finanziano mobilitazioni per mettere in serie difficoltà i vari governi come quello di Cuba con palesi minacce golpiste.

Il timore degli USA è che  Cuba ritorni ad essere il principale riferimento delle Comunità latinos che aspirano alla propria autodeterminazione nonostante:

  • l’embargo USA che perdura da 60 anni;
  • tantissimi problemi, sempre derivanti dall’embargo, in Cuba ancora resistono forme relazionali/economiche culturali che stridono con il neoliberismo;
  • la produzione autonoma di vaccini in un sistema sanitario pubblico, gratuito ed efficiente, esistono le difficoltà per i rifornimenti delle siringhe, a causa dell’embargo, che creano di fatto delle criticità;
  • l’assenza di ogni sostegno politico dell’Occidente in primis dell’Europa e della nazione italiota. 

L’intero apparato militare Yankee con annessi servizi di Intelligence temono che in America Latina, a seguito dei conflitti sociali  e delle rivolte (biennio 2019/2020 ed il primo semestre 2021) contro la povertà, la preacrietà in cui versa quasi l’80% della popolazione Latina, possa anche a seguito dell’esito elettorale in Brasile, dove  risulta quasi certa la sconfitta di Bolsonaro, determinarsi un effetto a caterna per il resto delle nazioni latinos.

Dopo sessanta anni di Embargo a Cuba il sogno imperialista Yankee è sempre quello di porre fine alla rivoluzione cubana, anche con l’utilizzo in questi giorni, come nel 90, del bombardamento mediatico di alcuni media americani come il Miami Herald giornale della Florida, che si sta distinguendo per l’opera di disinformazione, con un continuo monitoraggio e diffusione di video che mostrano  manifestanti che gridano “Abbasso la dittatura” ”abbasso il comunismo” ecc.

Area mediorientale

Come per l’America Latina, ai disastri umanitari e le conitnue destabilizzazioni geopolitiche derivanti dalla Guerra del Golfo del 91, testimoniate dalle macerie, gli esodi apocalittici di milioni di siriani, kurdi afgani pakistani ecc.,. il nuovo ri/ordine mondiale per ridefinire l’egemonia USA, sempre in funzione anticinese, russo ed in questo contesto geopolitico in funzione anti Iran, assistiamo ad ulteriori grandi movimenti strategici militari e finanziari.

Come per l’America Latina nell’area mediorientale l’attuale Amministrazione Biden risulta essere in continuità con le politiche del suo predecessore Trump.

L’accaparramento delle storiche fonti energetiche quali gas e petrolio, alla faccia delle politiche greens, ed il controllo politico militare delle aree dove tali fonti debbono circolare (gasdotti), risulta essere perenne terreno di scontro e confronto muscolare militare che di fatto dimostrano essere in presenza di un conflitto mondiale che, seppur mai dichiarato di fatto è in continuo essere e sfortunatamente in divenire.

A dimostrazione di quanto sopra la Spada di Damocle posta sulla testa dei popoli è rappresentata dall’uso del nucleare più volte minacciato minacciato da Israele, cane da guardia degli interessi imperialisti USA nel medioriente, contro l’Iran.  

La questione energetica così come la ridefinizione dei confini, sempre in funzione anticinese/russo come le influenze/ingerenze USA nei vari scacchieri internazionali, compreso il Mediterraneo vede  il totale assoggetamento dell’Unione Europea agli USA/NATO, reso  più evidente con l’elezzione di Biden con lo slogan “l’America è ritornata”.

Se al servilismo Europeo aggiungiamo il ruolo della Turchia, altro cane da guardia della NATO, nel bacino del mediterraneo ed il restante geopolitico mediorientale risulta palese il sacrificio sull’altare del Capitalismo dei destini del popolo palestinese e delle comunità kurde.

CIA docet

A proposito di stranezze/movimenti che stanno verificandosi in questi giorni e, caso strano, ai confini sia di Cuba che dell’IRAN.  

Non sembra strano l’assassinio del Presidente di Haiti ai confini con Cuba, Jovenel Moise, ucciso da un commando di 26 persone di cui 18 sono colombiani, reclutati da Chiristian Emmanuel Sanon, medico osteopata che viveva negli Stati Uniti in Florida, il quale seppur plurifallito finanziariamente, senza un quattrino, viaggiava con jet privato……chi lo ha finanziato?

Non sembra strano il ritiro fulmineo dall’Afghanistan, dopo l’accordo di Trump con i principali capitribù Talebani, delle truppe USA e della Nato, presenti dal 2001 per  l’11 Settembre, lasciando ai talebani armamenti sofisticati basi logistiche e sicuramente finanziamenti in un’area geo politica, guarda caso, ai confini con il Pakistan, Iran e Cina?

Siamo a venti anni dal G8 di Genova quante “stranezze denunciammo in quei giorni“ avevamo ragione all’ora abbiamo ragione oggi.

 

Sempre con Carlo nei nostri cuori