28 Anni di C.S.A. Jan Assen (Asilo Politico)

28

Maggio 1993 - Maggio 2021

Anche se non c’è nulla da festeggiare, abbiamo la consapevolezza, la cocciutaggine ed il dovere di continuare nella prassi di R/Esistenza, di Autonomia e di diffusione della Cultura Resistente dell’Autogestione, della solidarietà internazionalista a Salerno.

La ricorrenza dei 28 anni del nostro Centro Sociale pone necessariamente anche  domande, riflessioni e timori sugli scenari politici e le prospettive che attendono i Centri Sociali in Italia nella faticosa, a volte titanica, opera di tenere in vita tali forme di R/esistenza in special modo nelle varie fasi pre, durante, ma in special modo post Pandemia da Coronavirus.

A tal proposito rinnoviamo 1313 volte Grazie per la solidarietà delle Compagne/i dimostrata per il ripristino della la corrente elettrica nel nostro Centro Sociale.

Il venire meno di tutte quelle forme di autofinanziamento per tutte le varie restrizioni  Dpcm ecc…, ci hanno posto e pongono varie difficoltà, in primis il pagamento delle vari forniture sia elettriche che idriche così come il fronteggiare le varie spese di gestione per mantenere in vita uno spazio sociale in piena autogestione,  problematiche, le nostre, simili a tante realtà a livello nazionale.

Le problematiche di cui sopra rappresentano un dato politico in quanto, pongono e porranno in serie difficoltà quelle entità politiche impegnate quotidianamente a tenere in vita esperienze politiche antagoniste disseminate in lungo e largo nella nostra nazione italiota che, seppur frammentate, comunque rappresentano un valido antidoto alle barbarie e sono fondamentali alla riproposizione di una progettualità politica seria a livello nazionale.

Ripartire da Centri Sociali

Ripartire dai Centri Sociali per la riproposizione di un protagonismo/antagonismo  che sappia interpretare non solo i bisogni delle nuove generazioni di militanti ma anche essere in grado di fornire utili contributi affinché una nuova generazione politica sia in grado di determinare conflitti sociali e di classe, sganciate da varie  alchimie politiche e/o camaleontismi vari di una qualsivoglia sinistra/neo-sinistra/sinistrata che, smemora dei guai combinati in passato, continua imperterrita a riproporre percorsi e metodologie sconfessate dalla gente anche da un punto di vista elettorale.

Si ha il dovere e la necessità di resistere per:

  • gli utimi avvenimenti di questi giorni dove, con impotenza si assiste all’operazione di pulizia etnica di Israele ai danni del popolo palestinese con le centinaia di feriti palestinesi per mano della polizia e decine di morti tra cui 9 bambini a causa dei bombardamenti dell’aviazione israeliana (il numero di morti e feriti purtroppo è destinato a salire);
  • accusare lo stato Israeliano di Aparteid di neo-fascismo, come lo sono tutti quei stati fondamentalisti/etnici/religiosi come lo Stato fascista e geonicida della Turchia che con il proprio esercito e mercenari assoldati è costantemente impegnato nella sistemica opera di genocidio del popolo Kurdo;
  • le Controriforme di Draghi che andranno ad incidere e condizionare per svariati anni i vari ambiti del vivere quotidiano di una grandissima fetta della popolazione europea, che andranno a scandire e rinvigorire i tempi dello sviluppo capitalista e delle varie tipologie di produttività, quindi dello sfruttamento e del profitto. Controriforme rappresentate/ammantate da visioni e terminologie immaginifiche (”Digitalizzazione,transizione green/ infrastrutture, istruzione, inclusione sociale, salute”);
  • le vicende e le forme repressive che stanno avvenendo, a macchia di Leopardo in Italia ed un po in tutta Europa, che non sono slegate dalle controriforme che debbono rispondere ai dettami neoliberisti e del Capitalismo Finanziario della BCE e del FMI da applicare in tempi celeri con l’utilizzo del Recovery Fund;
  • per soddisfare con il Recovery Fund gli appetiti cannibalisti dei vari Bonomi-Confindustria dei governi europei, in Italia come nel resto dell’Europa;
  • I continui i richiami di tutte le forze politiche all’Europeismo ed al soccorso dell’ombrello Atlantico/NATO con il  neo-presidente degli USA Biden e, non è un caso l’individuazione di Draghi in Italia a neo-Presidente del Consiglio come miglior garante degli interessi del Capitalismo finanziario ed industriale;
  • constrastare l’uso tossico del Recovery fund ed il grande imbroglio della transizione ecologica/energetica...”Tutte le strade portano al nucleare civile“ attraverso un ecologismo di facciata”;
  • per le stragi sul lavoro che ogni giorno dal Nord al Sud d’Italia, in nome dello sviluppo, provocano la morte di donne ed uomini nei posti di lavoro per l’assenza di ogni forma di tutela e sicurezza e per i tempi di lavoro;
  • i seri timori di normalizzazione delle logiche securitarie che possano restringere le libertà delle agibilità politico, culturali, sindacali e del diritto di sciopero. E’ preoccupante ciò che è avvenuto nella notte del 10 Marzo 2021  ai due Coordinatori locali del Si Cobas, Carlo ed Arafat, ai 25 Operai stati portati in questura dopo perquisizioni domiciliari. Un grave esempio di repressione messa in atto contro gli operai della TNT di Piacenza che per 13 giorni hanno scioperato contro la Multinazione USA FedEx, dopo una lotta vinta e conclusasi con un accordo;
  • perchè destano rabbia e timori le detenzioni delle compagne/i del movimento NO TAV e per l’invasione militare nella Val Susa delle forze del disordine  italiota (modello israeliano) che hanno scatenato forme repressive di inaudita violenza.  

Grandi Opere come il Ponte sullo Stretto di MessinaAlta VelocitàTempi di Lavoro e Digitalizzazione, sono tra i punti strategici del Recovery Fund per i quali è fondamentale, nevralgico e strategico creare ed organizzare Movimenti di Lotta per il diritto al lavoro/reddito, movimenti che sappiano coniugare i diritti alla salute, all'ambiente ed al sapere critico.

Organizzare Movimenti di lotta reali come riferimenti dell’umanità disperata e precaria che specie in questo anno di Pandemia da Covid-19 si è resa protagonista di tante lotte che ha visto varie categorie umano-lavorative-esistenziali (famiglie, bambini, adolescenti, tantissimi invisibili (lavoratrici/ori a nero) dalle scuola al mondo dello spettacolo, dalla sanità ai vari comitati per la difesa ambientale ai tantissimi licenziati.

Riagganciare l’impegno politico ai bisogni reali della povera gente, ritornare ad essere presenti nei quartieri popolari, sempre più prede di culture omofobe-intolleranti, dove il ruolo del sottoproletariato è ritornato ad essere uno strumento di controllo politico semi militare a soldo sia delle organizzazioni criminali che delle forze politiche/imprenditoriali reazionarie.

 

Catalogazione