Odio gli inni nazionali, tranne quello dell’Armata Rossa!

 

Storicamente i tornei internazionali di Calcio, dal Fascismo/Nazismo alla dittatura dei generali in Argentina, sono stati e saranno sempre usati come arma di distrazione di massa, come sta succedendo in questi giorni in Europa con la Coppa Europa ed in Brasile con la Coppa America.

Palestina-Ponte sullo Stretto di Messina-Nucleare-Questione Meridionale…e se ripartissimo dai Centri Sociali ancora r/esistenti?

Le quattro tematiche poste in essere nel titolo pongono a noi tutte/i la necessità di  riflettere ed al contempo porsi la domanda circa la necessità di rilanciare una unificante strategia politica delle realtà antagoniste nazionali e meridionali per determinare un reale movimento politico di opposizione in grado di ridurre i danni derivanti dall’accelerazione dei tempi dello sviluppo del capitalismo globale, complice la Pandemia da Covid-19.

«L’America è tornata, ma non può fare tutto da sola»

Questo è lo slogan usato da Joe Biden per illustrare la sua politica estera.

L’esternazione di Biden “America è tornata” suona più come minaccia che come formale espressione politica ed alla quale tranquillamente potremmo ribattere, “ma quando mai se ne è andata“ o che abbia mai rinunciato all’assunzione del ruolo chiave dei destini del pianeta e dell’umanità intera e massima espressione degli interessi del capitalismo nel mono.

Dana, Hasèl, Dimitris...Le libertà negate nella Fortezza Europa!

Le vicende e le forme repressive che stanno avvenendo, a macchia di Leopardo in Italia ed un po in tutta Europa, non sono slegate dalle controriforme che debbono rispondere ai dettami neoliberisti e del Capitalismo Finanziario della BCE e del FMI  da applicare in tempi celeri con l’utilizzo del Recovery Fund.

Rilanciare localmente i Movimenti di Lotta per il Lavoro.

 

Porre la centralità della dignità umana.

Anno 2021, tra Recovery Fund, precarietà, povertà, neo-schiavitù, invisibili del lavoro nero, stragi nei posti di lavoro e la vergognosa conferma del dato attestante che i ricchi, anche in piena pandemia, sono diventati sempre più ricchi mentre aumenta il numero dei poveri, sempre più poveri, mentre a Davos 2021 si versano “lacrime da coccodrillo”.