Sud, due milioni in fuga in 16 anni. La metà sono giovani

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Dati Svimez 2018

Più che di rapporto statistico lo si può definire relazione necrologica annuale del Sud per:

  • La fuga di meridionali verso il Nord ed all’Estero in cerca di lavoro;
  • Viaggi della speranza verso gli ospedali del Nord;
  • Peggiori primati per la non qualità della vita;
  • Peggiori primati per la mortalità tumorale;
  • Peggiori primati per uso di droghe, antidepressivi ed alcol;
  • Alto tasso di suicidi;
  • Decrescita culturale a cui corrisponde alto tasso di analfabetismo…
  • Mancanza di ogni forma di assistenza sociale per la totale privatizzazione della cosa pubblica che riduce drasticamente lo stato sociale/Welfare.

L’elenco delle cause/concause che hanno scatenato e scatenano, purtroppo, l’esodo di italiane/i dal Sud è lunghissimo.

I rapporti annuali dello Svimez però, ebbene ricordarlo, si rifanno a dati ufficiali derivanti da rapporti degli Uffici anagrafici dei Comuni e dei Centri Per l’Impiego che registrano solo una parte, seppur cospicua, dell’esodo di meridionali verso il Nord ed all’Estero.

Di fatto i dati ufficiali Svimez, non tengono conto di quel che avviene nel sommerso e nell’ombra di quella parte di umanità, resa Invisibile per la sfiducia verso gli Enti Locali (Comuni e Regioni) e nello Stato, per cui ha rinunciato ad iscriversi ai Centri per l’Impiego tanto meno  si rivolge ai Servizi sociali e per tali motivi non rientrante in dati e/o stime nei dati ufficiali.

L’umanità Invisibile in fuga dal Sud aumenta sempre di più rendendo di conseguenza parziale ogni dato annuale Svimez e ciò rende ancor più drammatico e tragico il dato numerico dei disperati e precari in cerca di lavoro.

E Salerno?

Salerno la popolazione continua a diminuire da 20 anni di mille unità ogni anno.

Il numero dei residenti della nostra città, come dai dati anagrafici, risulta essere di 133.000 abitanti ma, nella realtà il numero risulta essere ancora più drammatico.

Sono 11 anni che come Asilo Politico e Movimento di Lotta per il Lavoro denunciamo le condizioni di precarietà, di disoccupazione che ha incentivato ed incentiva il ritorno del fenomeno migratorio a Salerno, fenomeno interrottosi e/o ridottosi, sempre per la memoria storica, grazie ai movimenti di lotta dal  1978 sino al 1992.

E’ triste e fa rabbia vedere la nostra città, nonostante le enormi potenzialità per una migliore qualità della vita (casa, lavoro, salute, ambiente, cultura, socialità con un una densità abitativa pari ad un quartiere di Napoli) viva le contraddizioni di una metropoli da 500.000 abitanti in su.

Come una cappa omertosa che avvolge Salerno, tutto tace nulla si muove tale da far presupporre che nella nostra città vada tutto per il meglio.

Chi sta meglio dei salernitani?

C’è il tanto decantato, tra satira e sberleffi, Modello Salerno, c’è il Lungomare con Santa Teresa (Salifornia), la festività di San Matteo, le luci d’Artista.

Mentre si chiudono attività commerciali per aprire solo Pizzerie, Bar e Centri Commerciali, tanti turisti gironzolano per le strade, gli Yachts che attraccano al porto turistico di  Marina d’Arechi, però abbiamo eletto con i voti di Salerno il deputato Leghista napoletano Cantalamessa ed un Sottosegretario grillino.

Di cosa lamentarsi se Salerno risulta essere posizionata nei primissimi posti delle tristi classifiche sopra elencate, come da dati e stime ufficiali addirittura riportati, seppur con tantissimo ritardo, dai quotidiani locali.

Se Salerno attualmente risulta essere una città composta da pensionati, da figure lavorative posizionate negli Enti Pubblici (Comune, Provincia Sanità) il cui 70% ha acquisito il posto di lavoro grazie alle lotte la cui età media tra i 60/ 65 anni e, visto che l’apparato industriale totalmente scomparso congiuntamente a quello artigianale in città chi rimane?

Adolescenti, bambini, raccomandati e malandrini.

Il lavoro è concesso solo a nuclei e ceppi  familiari che compongono i pacchetti di voti, lo dimostrano che sono sempre le solite persone gli stessi cognomi ad essere assunte, sia a tempo determinato dai concorsi dei vigili alle assunzioni nelle Società Miste e forme societarie simili.

A Salerno quindi  hanno diritto di cittadinanza i soliti ricchi che si fanno sempre più ricchi, i soliti ceti/studi professionistici ed i proprietari immobiliari.

A nulla sono valsi i sacrifici dei Movimenti di Lotta per il Lavoro in questi 20 anni che, con mobilitazioni e le lotte, non ultimo dei Corsisti del Progetto Conoscenza e Lavoro, hanno prodotto idee, progetti finalizzati all’utilizzo dei Fondi Europei da destinare all’inclusione sociale ed a progetti di lavoro eco compatibili con il territorio compreso Reddito di Cittadinanza.

Progetti presentati al Comune ed ai vari Prefetti che, non solo giacciono o meglio sono stati cestinati, nonostante che i Disoccupati Organizzati di Salerno oltre ad aver subito processi e condanne si sono trovati di fronte ad un muro di gomma dei palazzi del Potere con una classe “apolitica” peggiorata negli anni come quella attuale ben selezionata su profili e “curriculum improntati sull’asetticità, assenza di personalità ed ignoranza”.

Basterebbe citare l’incontro svoltosi nell’Aprile scorso, tra il Comitato di Lotta per il Lavoro e la Commissione Consiliare per il lavoro e le problematiche sociali,  occasione in cui il Comitato presentava le proposte/idee, non solo legate alla vertenza del Movimento dei Corsisti  Progetto Conoscenza e Lavoro per l’inserimento al lavoro ma per tutte le disoccupate/i di  Salerno, in tale occasione un “personaggetto Consigliere Comunale”, di fronte all’elencazione dei gravi problemi legati al lavoro si permise di dire ma a Salerno c’è il problema del lavoro?

Se siamo consapevoli delle responsabilità del quadro politico, sia locale che nazionale, dovremmo essere ancora più consapevoli delle nostre responsabilità politiche dell’enorme arretramento del fronte politico d’opposizione sia locale che nazionale che avrebbe dovuto combattere e/o limitare i danni delle scellerate politiche neo liberiste.

Se a Salerno in questi due decenni i Movimenti di Lotta per il Lavoro, così come quello di Napoli, seppur vincenti nelle vertenze, sono stati sempre delegittimati oltre che repressi dalle forze politiche anche di Sinistra che in questi 20 anni hanno governato la  Regione Campania, il nostro Comune e la Provincia e, se le istanze dei Movimenti di Lotta per il lavoro fossero stati accolti, forse non ci troveremmo questo contesto storico contrassegnato da barbarie e povertà.

Per quanto concerne il Movimento di Lotta per il Lavoro di Salerno, comunque dalla Estate sino alla primavera del 2017 ha dato continuità sia alla propria vertenza specifica che a quella più in generale sul diritto al lavoro ed al reddito ma, tra morti e detenuti, vedi il caso dei parcheggiatori abusivi, allo stato risulta difficile aggregare quegli strati sociali in grado di rimettere in moto la conflittualità sociale cittadina.

 

Ciò però non giustifica quei compagni che, seppur disoccupati e precari, non sentono il dovere e la necessità di rendersi protagonisti di organizzarsi in Comitato e/o Movimento di Lotta per il Lavoro, come se le problematiche legate alla precarietà (casa, lavoro, spazi sociali) tranne l’antifascismo/antirazzismo, si debbano ridurre solo ad espressioni teoriche e tecnicismi linguistici in occasione di riunioni ed assemblee, come se la pratica della conflittualità sociale (blocchi stradali o occupazioni) non sia di loro competenza dando allo stesso tempo l’impressione di un senso di vergogna stare in piazza per il diritto al lavoro/reddito/casa/spazi sociali.

Chi non occupa preoccupa.

Battute a parte cerchiamo di essere in grado per Settembre…dopo San Matteo di rilanciare il Movimento di Lotta per il Lavoro e di riprenderci le piazze, le strade della nostra città e non solo!

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