Primi vagiti di un Governo neo fascista ”moderno”

Ilqualunquista

Tra twitter/selfies /battute /sarcasmi /sorrisi e l’apparente buonismo dei 5 Stelle.

Il Governo Salvini/Di Maio, dopo la nomina dei ministri e sottosegretari è al completo e, tali rappresentanti del Governo, per nulla sprovveduti, hanno rispettivamente un passato contrassegnato da relazioni politiche trasversali (Forza Italia, Fratelli d’Italia, PD).

La compagine governativa giallo/verde, dalle prime dichiarazioni come quelle del Ministro della Famiglia, già prefigura “il nuovo che avanza”, il “Governo antisistema” e fregnacce varie.

Il neo clima politico, che come compagne/i saremo chiamati ad affrontare, certamente non ci farà stare tranquilli e ciò lo si denota già dai primi passi e/o provvedimenti dell’attuale Governo:

  • Le dichiarazioni verbali di Salvini e la gestione politica della vicenda sulla nave Acquarius;
  • Le liste di prescrizioni dei Rom;
  • Le affinità ideologico/governative con Trump;
  • Il tentativo dell’intitolazione di una via di Roma al fascista Giorgio Almirante approvata dal Consiglio Comunale di Roma

Così come da alcuni avvenimenti, seppur di minor rilievo quali:

  • L’intervento dei carabinieri la notte del 12 Maggio al Centro Sociale Jan Assen di Salerno per impedire il concerto all’interno della struttura in occasione dei 25 anni di esistenza del Centro Sociale;
  • L’interruzione del concerto di Zulù (99 Posse) ad Angri (SA).

Quello che traspare dalle due sintetiche elencazioni, dai migranti sulla nave Acquarius all’intervento dell’Arma sui due concerti, è la messa in scena dell’ostentazione muscolare, sia verbale che nei fatti, dove l’aspetto mediatico e spettacolare risulta fondamentale per far veicolare, evidenziare e legittimare la svolta reazionaria di Destra avvenuta nel nostro paese.

Oggi i concerti e l’intitolazione di una via al fascista Almirante……. domani???

Quel che risalta maggiormente agli occhi di noi tutte/i in questo inizio di percorso politico governativo, è il ruolo dei 5 Stelle dove Di Maio, con il sorriso smagliante a denti larghi che, pur di stare al potere, giustifica, corregge il tiro, rimedia alle esternazioni facendo al contempo da stampella a Salvini ed alla Lega e ciò è al quanto inquietante ed irresponsabile ma, non c’è nulla da meravigliarsi.

Le due forze politiche, Lega e 5 Stelle, nei fatti sono molto simili ed accomunati tra loro.

Al di là della gestione comune su tutta la vicenda dei migranti, Ong, Acquarius (ebbene ricordarsi che il primo ad usare il termine di taxi del mare è stato Di Maio, a sua volta poi superato da Matteo Salvini con terminologie più cruenti e ciniche del tipo “crociere, è finita la pacchia ecc.“), la questione politica più pericolosa e che unisce entrambi le due formazioni politiche è il modus politico operante, interclassista e qualunquista, quindi di destra.

Una similitudine e/o riferimento storico del modus operandi dell’asse Salvini/Di Maio, ma principalmente del Movimento dei 5 Stelle di Grillo, la si potrebbe ricercare e raffigurare nell’esperienza politica del “Fronte dell’Uomo Qualunque” di Guglielmo Giannini.

La formazione politica di cui sopra, in origine (1944) era un movimento d’opinione, con un proprio settimanale “L’uomo Qualunque”, che si trasformò in breve tempo in Partito.

Le similitudini di Giannini con il comico Grillo, tenendo conto dei diversi contesti storici, si evidenziano nell’apparente dissacralità verso la politica e le formazioni politiche di quel periodo.

Lo slogan dell’ ”Uomo Qualunque eranon ci rompete più le scatole”, terminologia ammodernata del “me ne frego” di mussoliniana concezione e Giannini, con il cuore che batteva per la Destra, per la Democrazia Cristiana conservatrice e per i Monarchici, tanto è vero che concluse la sua esperienza politica nell’M.S.I. di Achille Lauro, fù di apripista ricollocazione politica in Italia della Destra post fascista.

Il contesto storico, sopra riportato sinteticamente, lo si dovrebbe approfondire e studiare in quanto, la storia anche culturale dell’ ”Uomo Qualunque” è strettamente collegata alla riemersione di  formazioni politiche culturali residuali del Fascismo, che nel M.S.I. trovarono la massima espressione, e di formazioni politiche liberal/ conservatrici mafiose, un nome a caso la D.C.

Come per l’esperienza dell’Uomo Qualunque, preso a riferimento dallo stesso Beppe Grillo per dare una connotazione storica al suo Movimento 5 Stelle, la domanda che dovremmo porci, il Di Maio, la Casaleggio Associated, con la Piattaforma Rousseau e Matteo Salvini di cosa saranno apripista negli scenari politici prossimi sia in Italia che in Europa?

Inoltre, nella storia del Partito dell’Uomo Qualunque, considerata la prima esperienza dell’antipolitica e da qui il termine qualunquista, nel tempo chi si è rispecchiato?

Guarda caso un certo Silvio Berlusconi e non è un azzardo affiancargli il Matteo Renzi!

L’eredità politica culturale di Giannini, Berlusconi, Renzi lasciata a Salvini/Di Maio, anch’essi fautori e sostenitori dell’antipolitica e della non appartenenza ideologica alla destra tanto meno alla sinistra, è quella di camuffare/adombrare /nascondere /mimetizzare, attraverso un generico/superficiale rifiuto della politica e dei vecchi partiti, ciò che è insito nel loro genetico DNA: l’anticomunismo.

Come ieri, Giannini e Berlusconi trovarono consensi nel Meridione così oggi il Di Maio e Salvini nel loro dichiararsi antipolitici oltre ad avere consensi sia nel Sud che in strati sociali popolari, cercano di adombrare la collocazione ideologica/politica nella Destra agevolati anche dal vento forte della Destra, che spira in Europa e negli Stati Uniti d’America con Trump.

Tale vento è riuscito ed ha fatto sì che il governo più a Destra in Europa è quello italiano.

Il Centro sinistra?

Che il Centro Sinistra ora sfoderi l’antifascismo non può che farci piacere.

Da due mesi a seguito dell’ennesima batosta elettorale e dopo un lunghissimo letargo, si sono resi conto del pericolo della Destra Fascista Italiota che, per giunta è posizionata in posti chiave nel neo Governo.

Dove erano gli antifascisti dell’ultima ora del P.D quando il loro capo, un certo Matteo Renzi, grande assertore della fine delle ideologie e delle contrapposizioni tra destra e sinistra, relativamente ad una sua collocazione ideologica così come sull’essere antifascista mediaticamente, in modo sprezzante sarcastico e con sorrisini da ebete, si definiva un “mediano”.

Roba da prendere a schiaffi lui e tutte/i gli  affiliati del PD.

Come Asilo Politico, in tempi non sospetti definimmo il Movimento Interclassista e qualunquista di proprietà del Comico,  come fautore ed apripista di un Movimento Neo Fascista moderno di carattere “Farsesco” e tale affermazione ci attirò sorrisini, qualche scherno da parte di compagne/i e da persone di sinistra pantofolaie e facebook dipendenti.
Leggi anche dal giornale di AsiloPolitico del 16/06/2017: Grillo e il Movimento 5 Stelle “subdolo”.

Così come, sempre in tempi non sospetti, noi affermammo la possibilità dell’attuale asse politico governativo Salvini, Di Maio (con il sostegno esterno di Casapound)
Leggi anche dal giornale di AsiloPolitico del 13/08/2015: Movimento 5 Stelle e Salvini – “Prima di tutto gli italiani”!

 Il reddito di cittadinanza ?

Nelle edicole, bar e tabacchini si vendono i gratta e vinci dove gli avventori sperano di essere baciati dalla Dea Bendata della fortuna in grado di far svoltare le loro vite.

Insieme ai gratta e vinci, in Italia da qualche anno si può svoltare la vita con un clic su un computer, diventando deputati, consiglieri regionali comunali, questo è quello che è capitato a centinaia di persone, pur di non essersi mai fregati né della politica né di niente, che hanno svoltato la loro vita affiliandosi ai 5 Stelle garantendosi così sia il Redditone di Cittadinanza che la Pensione

Chi spera che in Italia l’attuale Governo, sforni il reddito di cittadinanza a tutte le disoccupate/i rimarrà deluso, tanto è vero che il furbetto Di Maio ha rinviato al 2020 la questione del Reddito di Cittadinanza, dopo aver riformato i Centri per l’Impiego, gettando così altro fumo negli occhi ad una umanità precaria e sofferente il cui numero aumenta sempre di più.

Per i tanti motivi sopra riportati risulta doveroso e necessario riaprire le stagioni di lotta per il Lavoro.

Localmente bisogna formare Comitati di Lotta, composti e promossi da quelle compagne/i, precari, disoccupati che oltre a reclamare il diritto al reddito ritornino nei quartieri e diventare riferimento di quei strati sociali facilmente cooptabili da ideologie populiste e qualunquiste facciano da argine, ad ideologie e comportamenti xenofobi e di destra.

A proposito…….nella nostra città un ex De Luchiano di ferro è diventato sottosegretario allo Sviluppo Economico.

Bisogna metterlo alla prova, visto che Salerno, è bene sempre ricordarlo, è posizionata nelle primissime posizioni nella classifica per le peggiori problematiche (emigrazione, disoccupazione, alto tasso di suicidi e consumo di droga ed alcol…l’elenco è lungo).

Infine, visto che storicamente nella nostra città, deputati, assessori e consiglieri regionali locali si sono sempre contraddistinti per pensare unicamente ai propri interessi personali di casta e quant’altro, il tutto con denaro pubblico, è bene che i disoccupati, i licenziati i precari della nostra città ai salernitani che rivestono panni istituzionali e con cariche importanti, ai mega stipendi che intascano almeno facciano corrispondere impegni reali, per risolvere i gravissimi problemi che attanagliano la maggior parte della popolazione.

Vogliamo il lavoro senza sé e senza ma!

Lavorare Tutti Lavorare Meno!