Prende corpo la Legge sulla Sicurezza figuriamoci con il Decreto bis.

ssalvini

 

Dall’apologia di fascismo alla repressione di ogni forma di opposizione.

A Salerno come nel resto d’ Italia centinaia di compagne/i, a cui va tutto il nostro sostegno e solidarietà, si stanno vedendo recapitare gli avvisi di garanzia per manifestazioni la maggior parte delle quali si riferiscono a manifestazioni antirazziste e contro la Lega.

Accanto a tali forme giudiziarie repressive va evidenziato, specie in questi ultimi mesi di campagna elettorale, il comportamento delle Forze del Disordine che si stanno distinguendo per azioni e comportamenti quali la levata degli striscioni dai balconi/terrazze, sequestro di cellulari ecc... che, se non determinassero un precedente pericoloso per quanto riguarda le limitazioni e restrizioni delle libertà di pensiero, sarebbero da noverare negli annali della satira politica e delle comicità.

La genaliata perversa/subdola, ma da non sottovalutare, è l’ipotesi di sanzioni pecuniarie individuali da infliggere in eventuali processi.

E’ così evidente che la Legge Sicurezza, aspettando il Decreto Bis, di  Salvini mira ad eliminare ogni forma di opposizione sociale e politica in Italia attraverso l’arma di varie distrazioni di massa, la prima Legge sulla Sicurezza era sull’ emergenza per immigrati, ora l’emergenza è rappresentata dalla Marijuana e le ”Droghe Leggere”.

Come da cliché, quindi, come storicamente è sempre avvenuto per legittimare l’applicazione di leggi repressive e/o ad azioni repressive/autoritarie il ruolo dei media accondiscendenti (giornali, televisioni) è quello di creare le condizioni, da apripista, alle prassi repressive di chi è al potere per dare vita a Teoremi vedi quello contro l’Autonomia Operaia anni 70 e la Rete del Sud Ribelle inizi anni 2000.

Come per l’emergenza rappresentata “dall’invasione dei migranti” venne gonfiata mediaticamente per accelerare la Legge sulla Sicurezza, così ora inizierà la campagna mediatica contro le droghe leggere e, come per la prima legge l’uso dell’arma di distrazione di massa era l’invasore del nero del mussulmano ecc.. ora è e sarà la Marijuana con i suoi luoghi di spaccio.

Quali sono i principali luoghi di spaccio per Salvini?

La risposta è scontata i Centri Sociali!

Salvini in questi anni lo ha detto e minacciato in più occasioni ed ora che è Ministro degli Interni, st’individuo dalle minacce verbali cercherà di passare dalle parole ai fatti e, come per l'"emergenza migranti“ cercherà di mettere in pratica il vero obiettivo, quello di sgomberare i Centro Sociali in Italia disegnandoli mediaticamente come luoghi di business delle occupazioni, di feste e pub e che non fanno dormire la gente e/o gli italiani.

Man mano che si va avanti prende sempre di più la vera consistenza sia della Prima Legge sulla Sicurezza che della Bis che è diretta  contro i movimenti e le lotte sociali e contro i forma di opposizione politica della Sinistra Antagonista e quindi i Centri sociali a partire da quelli storici presenti in tutta Italia, dalle grandi alle piccole città.

Il Movimento dei Centri Sociali, nonostante tanti problemi, comunque rappresentano ancora luoghi e momenti di resistenza socio-politica di una umanità antagonista.

La campagna mediatica contro i Centri Sociali è iniziata con il quotidiano capitolino del “Messaggero di Roma” anche attraverso l’uso squallido dell’ironia del tipo “pseudo concerti antifascisti”, “concerti di autofinanziamento per spese legali dei compagni denunciati nelle varie manifestazioni” ma la gravità è l’uso della terminologia “business”.

Ecco il titolone del 15 Maggio scorso apparso sul Messaggero:

“Roma, concerti, feste e pub fuorilegge: il business delle occupazioni negli altri centri sociali”

ed ecco sempre secondo tale fogliaccio i principali luoghi di business, l’elenco è lungo ma riportiamo i principali:

L'Acrobax, tormento per il quartiere Marconi, sorto nell'ex cinodromo. Viene occupato lo stesso anno dello Strike, nel 2002 e anche in questo caso i suoi leader che qui hanno trovato casa, dopo aver convertito abusivamente gli uffici in alloggi - si ingegnano per riuscire a far fruttare questo spazio, di proprietà comunale. Si inventano una squadra di rugby (gli All Reds), anche se non è certo quella a offrire le soddisfazioni più grandi, economicamente parlando. Dall'inizio dell'anno, sono stati circa 25 gli eventi: stessa formula degli altri centri sociali, ingresso a pagamento (dai 5 euro in su) e alcol a prezzi calmierati. L'osteria serve ad introdurre il pubblico alle notti techno: sempre affollate, ovviamente tutte organizzate senza aver pagato un euro di Siae e senza il rispetto delle norme in materia di pubblici spettacoli.

Il Brancaleone – I residenti di Talenti, avevano, invece, dormito sonni tranquilli fino allo scorso mese di gennaio, quando nelle loro vite è piombata la notizia della riapertura del Brancaleone, luogo simbolo dell'antifascismo danzereccio romano. Presa di possesso nel 1990, anche qui un'occupazione che diventa business. A inizio anno, dunque, gli abusivi riescono a far annullare dalla Cassazione il sequestro di quei mille metri quadrati (disposto nel 2016): si torna a ballare. Spalleggiati dal III Municipio, in particolar modo dal suo presidente, Giovanni Caudo, hanno ripreso a pieno ritmo le loro attività ludiche. La formula è quella del locale affiliato all'Arci, gli eventi hanno un prezzo di ingresso medio di 5 euro. E a far paura sono i mesi estivi, quando, in via Levanna si preannunciano nuovamente notti a tutto volume.

Il Forte Predestino - Diventato simbolo delle occupazioni più redditizie: il Forte Prenestino. Occupato nel 1986, è la roccaforte degli antagonisti-imprenditori: sala da the, ristorante, cinema, pub, palestra, festival che richiamano migliaia di persone (Enotica), e, soprattutto, memorabili rave. «La sottoscrizione richiesta all'entrata serve per pagare attività quotidiane, politiche, culturali, sociali», spiegano gli occupanti. Ma ovviamente, non esiste una contabilità, le fatture qui sono sconosciute, e i soldi che entrano restano un mistero. Nonostante le denunce dei residenti, che, da tempo, hanno rinunciato a chiamare il 112, quando la musica rimbomba in tutto il quartiere.

Se Spin Time Labs ha scelto di mascherare i suoi ricchi affari in nero sfruttando la formula dell'emergenza abitativa (attraverso le 450 persone ospitate nel palazzo di via Santa Croce in Gerusalemme), c'è chi è andato diritto verso la meta, senza bisogno di costruirsi fragilissimi alibi. Come i ragazzi - che dopo 17 anni di occupazione sono diventati adulti dietro allo Strike spa, a Portonaccio, in via Partini. Una vera e proprio spa del divertimento fuorilegge, anche se nelle intenzioni dei suoi promotori l'acronimo non indica una società per azioni, ma uno spazio pubblico autogestito. Nato fra il 17 e il 18 ottobre del 2002, quando un gruppo di giovani occupa questo spazio: il blitz, che si sarebbe dovuto concludere dopo tre giorni, dura da allora.
E il motivo è facile da capire. Basta scorrere la lista degli eventi organizzati da questa discoteca abusiva e vedere uno dei più affollati, a marzo, quando per i Colle der fomento, si presentarono oltre 3000 persone paganti. Prevendite esaurite, costo dei ticket regolari 8 euro, un incasso che ha rivitalizzato gli ex ragazzi diventati oggi imprenditori della notte. Ma è lungo l'elenco di live: sabato prossimo, si torna a ballare con l'Internazionale Trash Tibelle, si pagano 5 euro a persona (serviranno a finanziare le spese legali degli antagonisti multati perché hanno partecipato a cortei non autorizzati). Non solo discoteca: come per Spin Time Labs, anche qui è nata un'osteria (Strakitchen), aperta dal martedì al venerdì; e poi il pub popolare, aperto fino alle 2 di notte. La Botte Gaia, invece, è l'enoteca; per i musicisti viene allestito uno studio di registrazione. I residenti conoscono bene questa realtà, perché nei weekend, chi vive intorno allo Strike, sa che deve rassegnarsi a non dormire. Le feste terminano all'alba, le auto invadono il quartiere, ingorghi e disagi che, però, potrebbero presto finire: lo spazio, infatti, è in cima alla lista dei 23 luoghi che potrebbero essere sgomberati.

Tra sarcasmi ed ironici giudizi, finalizzati a svilire le attività socio ludico aggregative dei Centri Sociali sopra indicati, l’articolo fa cenno anche dell’elenco dei 23 luoghi da sgomberare nella Capitale ed al 23° posto risulta essere anche quello di Casapound.

Salvini lo aveva già preannunciato che con il Decreto/legge Sicurezza 2 si sarebbe dato inizio alla crociata contro la droga, facendo chiudere i magazzini dove si vende legalmente la marijuana e chiudendo quei luoghi dove si svolgono quelle feste legate sia alla semina che al raccolto delle piante di Marijuana.

Altre giustificazioni pro-sgomberi dei Centri Sociali sarebbero le motivazioni igienico sanitarie, le agibilità strutturali, il vero obiettivo è sgomberare i centri sociali in tutta Italia insieme alla tematica specifica romana.

Infine sempre in riferimento ai Centri Sociali da sgomberare c’è la questione politica di Casapound dove Salvini stà cercando tutti i modi per non sgomberare il loro edificio romano cercando una soluzione politica che vada incontro agli affiliati e sostenitori di Casapound.

Stiamo attenti anche ad un’altra vicenda che vede come protagonista il centro sinistra, antifascista dell’ultima ora, che nel richiedere in nome della legalità e contro le occupazioni abusive lo sgombero di Casapound, crei ed accetti una “Par Condicio” mettendo sullo stesso livello di illegalità sia Casapound che i Centri Sociali dei compagni.

L’appello alla vigilanza per difendere quelle poche libertà rimaste ma anche a riprenderci le agibilità e la presenza politica nei territori si rende necessario per l’allerta squadrismo fascista, le centinaia di reati di Apologia di fascismo che si consumano impunemente, anche attraverso l’uso dei mezzi d’informazione pubblica, e l’allerta sgombero dei Centri Sociali da dare in pasto alla gente come luoghi di vari business dallo spaccio di droghe, feste e pub.

E’ una fase storica molto delicata.