I nostri buoni propositi per un autunno ”almeno tiepido“a Salerno

c.s.a Jan Assen

 

Sino al qualche anno fa avremmo potuto usare tranquillamente il termine “autunno caldo” ma, almeno localmente esistono tipologie di problematiche, ben rappresentate nelle riflessioni evidenziate sia sul nostro sito che sul mensile Asilo Politico con i titoli “Stato Comatoso della Sinistra a Salerno“ che ci inducono ad usare il termine “tiepido”.

Pensavamo di stimolare e determinare con le nostre riflessioni anche un piccolo sussulto, visto il nulla e la narcosi che regna all’interno della sinistra locale ma, sino ad ora e come da copione    tutto tace, come se regnasse una coltre di omertà e di rassegnazione sulla testa delle compagne/i che vivono e sono residenti nella nostra Salerno “babba”.

Neanche per le stragi dei bracciantiil tiro a bersaglio sulle persone di colore e le aggressioni fasciste avvenute in lungo e largo della nostra penisola, nella nostra città siamo stati in grado di organizzare un minimo di iniziativa, anche sotto forma di testimonianza, con il classico numero dei 20/30 compagne/i.

Per noi, visto il clima politico sopra evidenziato, approntare una analisi e/o trarre una sintesi politica del 2018, periodo Gennaio/Agosto, sul nostro impegno teso a risollevare il fronte d’opposizione politica nella nostra città, risulta essere “drammaticamente”semplice.

Nonostante la crisi della militanza che coinvolge l’intera area della sinistra locale, sia antagonista che riformista, non ci rimane che ripartire dal semplice dato che, seppur storico,  riguarda il nostro aspetto specifico quale il Centro Sociale Jan Assen che, nonostante il numero esiguo di compagni e le tantissime problematiche interne anche di carattere economico gestionale, con onestà ideologica e culturale cerchiamo ancora di dare continuità alla nostra esperienza politica.

Il dato storico dei 25 anni di R/Esistenza di Asilo Politico Salerno.

Nella città che facilmente dimentica, per la memoria storica, è bene sempre annoverare la nostra esperienza collettiva che per un quarto di secolo si è resa protagonista nel conflitto socio/politico nella nostra città, riuscendo determinare lotte e movimenti reali sulle  tantissime problematiche quali, lavoro/salute/ambiente/scuole ed universitàvincendo anche alcune vertenze di cui sinteticamente si riportano:

  • lotte contro le Grandi Opere ed a tutela dell’ambiente e della salute – Centrale TermoelettricaCementificazione ed intubazione completa del Fiume Irnocostruzione dell’ Inceneritore, impedimento della  chiusura dell’Ospedale Da Procida;
  • l’Antifascismo/Antirazzismo, contro le guerre Imperialiste, ottenimento dei Permessi di Soggiorno per i Pakistani e Senegalesi;
  • solidarietà reale internazionalista a fianco del popolo Palestinese e Kurdo;
  • dinamizzazione culturale sia nei quartieri Rione Fornelle e S. Eustachio che nelle strade e nelle piazze;
  • attività ludico/culturali/aggregativi nella  struttura con più di 500 concerti, spettacoli teatrali e varie perfomances artistico ludico e culturale.

Citare le miriadi di iniziative politiche aggregative fatte in questo quarto di secolo sia a Salerno che nel resto d’Italia, specie nel Sud, attraverso l’opera di raccolta, di archiviazione di tutto il materiale cartaceo ed audiovisivo prodotto in 25 anni, tenendo conto anche gli incendifurti e devastazioni, risulta essere problematico.

Nell’opera di continuità della memoria storica dagli anni 70 sino ad oggi, di collocazione storica del Centro Sociale Asilo Politico nel Movimento Antagonista Salernitano c’è da registrare il rammarico e la rabbia di non essere più in possesso della ricostruzione degli anni 80 a Salerno partendo dal fenomeno Punk.

Purtroppo tutto il materiale video, testimonianze e materiale cartaceo, memorizzato nel disco rigido del computer, ci fu rubato insieme al resto del nostro patrimonio acquisito con sacrifici (gruppo elettrogeno, proiettore, mixer, casse ancora con la garanzia).

L’opera di rilettura della memoria storica salernitana risulta essere monca degli anni 80, mentre gli anni 70/90/2000 risultano essere testimoniati nei libri auto/prodotti (Ritratto in Rosso10 anni di Asilo Politiconel libro sul povero Jan e nell’ultimo ”Speciale Ass.ne Andrea Proto“.

Il resto del materiale storico è presente sul nostro sito che, nonostante le contraddizioni definiamole “in seno al popolo salernitano”, attestano l’enorme mole di lavoro e sacrificio dei compagni/e svolti in questi decenni.

Per non citare i raid fascisti con relativi incendi, furti e devastazioni non ultima la cipolla (bomba carta) che ha mandato in rovina il materiale tecnico necessario alla funzionalità della radio “Radio Asilo 100.4 MHz”.

In virtù di quanto sopra riportato, le celebrazioni di questi 25 anni dovevano esserevissutisocializzati e partecipati specie da quella umanità che nel percorso temporalepolitico/esistenziale di Asilo Politico è maturata, acquisito un patrimonio di crescita  umano/culturale, accumulando attraverso la formazione culturale/politica, conoscenze ed esperienze anche con ricadute occupazionali.

Le iniziative per il 25° anno di Asilo Politico, nonostante il livello qualitativo delle stesse, non sono state partecipate, specie da quelle generazioni di ragazze/i, nel 1993 da adolescenti e che, chi per qualche giorno, per qualche mese che per qualche anno, sono stati protagonisti della Liberazione/Occupazione del rudere di via Fratelli Magnone.

Di quella umanità giovane e ribelle di Salerno, in tantissimi ricordano entusiasti l’esperienza di maturità, aggregazione,  socializzazione e di protagonismo politico/esistenziale  vissuta  ad Asilo verso la quale, nonostante tutto, và il nostro ricordo ed affetto in quanto le varie generazioni succedutesi hanno contribuito e permesso  l’evidente dato storico….il Centro Sociale è ancora in via Fratelli Magnone s.n.c., uscita Tangenziale Irno.

 Cultura dell’autogestione degli spazi sociali a Salerno.

“Chi non occupa preoccupa”

Da qualche anno e più volte, anche in tempi non sospetti, abbiamo cercato di comunicare la tendenza e le difficoltà dell’agire politico a Salerno, lo abbiamo scritto e detto a voce alta.

Così come i vari tentativi di coinvolgere compagne/i alle iniziative ed alle mobilitazioni indette dal Comitato dei Disoccupati per il diritto al Lavoro ed al Reddito per riuscire a determinare una rete in grado di rilanciare movimenti di lotta reali sulle problematiche di carattere sociale, tematiche internazionali/internazionaliste e sulla necessità di uno spazio sociale ubicato in una zona centrale della città facilmente raggiungibile a piedi in bicicletta ed autobus, ma con risultati insufficienti.

Sul Centro Sociale, inoltre, dal 31 Dicembre sino all’inizio dell’Estate, si è cercato di sperimentare la pratica diretta dell’autogestione, affidando completamente la struttura a gruppi ed individualità che facevano richiesta di utilizzo dello spazio per varie iniziative (concerti, presentazione di libri a proiezione di video, assemblee) anche per sfatare alcune dicerie nei nostri confronti tacciati di chiusura ideologica verso l’esterno e storie simili.

Anche su questo ennesimo tentativo di far comprendere e diffondere i principi dell’autogestione di uno spazio sociale, tranne qualche esempio, abbiamo dovuto registrare l’immaturità politica pregnante specie nei “rappresentati” delle nuove generazioni che si affacciano alla politica che si sono dimostrati essere, molto bravi nell’esercizio linguistico ma furbetti ed opportunisti nella pratica in quanto delegano ad altri ciò che dovrebbero fare in prima persona come quello di occupare un spazio.

Quello di sopra è un ulteriore dato negativo anche comportamentale ma che, strutturalmente man mano nella nostra città si sta consolidando, come un virus tossico/cancerogeno che scatena negli stati d’animo di molti non solo il senso di non riconoscersi più in questa città ma anche quella di scappare.

Quale la nostra  progettualità per il prossimo imminente futuro?

Ribadendo la difesa dell’aspetto classico del ruolo politico del Centro Socialenonostante la crisi della militanza, aggravata specie in questi ultimi anni dalla precarietà socio economica di varie generazioni di militanti (dagli over 19 agli over 40) che spinge molti compagne/i ad emigrare al Nord ed all’estero e per chi rimane, per vivere è costretto ad accettare sia tempi di lavoro neo schiavisti che stipendi precari, si registra il dato negativo che….fare politica a Salerno e nel Sud in generale, è diventata dura.

Tre anni fa nel prendere atto delle problematiche di cui sopra, specie dopo lo scippo perpetrato ai danni del Movimento di Lotta dei Disoccupati di una vertenza vinta, che avrebbe modificato in meglio l’esistenza di  decine di disoccupate/i di Salerno, sferrando allo stesso tempo un duro colpo alla clientelismo imperante nella nostra città, ci costrinse a rimodulare l’impegno del nostro agire politico.

Da qui, nell’ottica R/E esistenziale, il  progetto di consolidare  l’esperienza storica legata alla comunicazione antagonista ed alternativa, nel quale il ruolo dell’Associazione Culturale Andrea  Proto acquisterà un ruolo determinante.

Nello speciale “Associazione Culturale Andrea Proto” in modo dettagliato anche da un punto di vista cronologico degli eventi e delle fasi politiche (fine anni 80 inizi anni 90) sono evidenziati le le motivazioni politico/culturali storiche legate non solo all’origine di Asilo Politico ma anche alle motivazioni della nostra scelta di valorizzazione della comunicazione antagonista in senso ampio.

Da qui:

  • Il nuovo sito Associazione Culturale Andrea Proto;
  • Il progetto di Radio sia streaming (in progress via etere e quello di una televisione);
  • Il progetto editoriale con il mensile Asilo Politico più speciali di approfondimenti.

 

Il Centro Sociale Jan Assen, sempre opportuno/doveroso/necessario ricordarlo ai tanti, si regge prettamente sull’autofinanziamento tramite concertivendita e diffusione del mensile e degli speciali che ci hanno permesso sino ad ora di mantenere, in piena autonomia e con tantissimi sacrifici, i concetti minimi dell’autogestione.