Mai più stragi “preannunciate”!

Ponte Morandi

 

Ci sembra doveroso, aprire il nostro editoriale sul dramma delle famiglie che hanno perso i loro cari nel crollo del ponte di Genova, come ci sembra necessario riaprire il dibattito sulle Grandi Opere per le quali neanche le morti oltre ai costi enormi derivanti da tragici eventi simili, inducono i politologi/amanti delle grandi opere a ripensamenti sulle realizzazione delle stesse, visti i grandi rischi che ne derivano.

A dimostrazione di quanto sopra, il Governatore della Regione Liguria Toti ed i miopi/idioti del P.D., attraverso l’ebetino Renzi, a poche ore dal crollo, si sono preoccupati ad ergersi paladini delle Grandi Opere, “in nome della modernità e delle necessità di infrastrutture moderne”, timorosi che il crollo del ponte potesse mettere minimamente in discussione le politiche della Grandi Opere, con evidenti riferimenti alla TAV.

Inoltre come da clichè, per gettare fumo negli occhi alla gente, arrabbiata ed incredula, hanno usato il solito ritornello del rivolgersi alla Magistratura, per risalire alle responsabilità, con la solita frase “chi ha sbagliato e chi ha responsabilità pagherà“.

Sono ormai decenni che sentiamo dalle forze politiche governative, solo al verificarsi di queste tipologie di stragi, le solite affermazioni, ripetute ipocritamente, sulla necessità di manutentare, salvaguardare il nostro patrimonio ambientale facendola contempo opere di prevenzione.

Ma si continua ad assistere in questi decenni al ripetersi di queste stragi annunciate, puntualmente si contano solo le vittime, delle quali sino ad ora nessun responsabile ha pagato e le holding politico/finanziarie e del cemento, i veri responsabili dei disastri ambientali avvenuti sino ad ora in Italia, continuano a ricevere finanziamenti ed enormi quantità di denaro pubblico.

Chi sono i responsabili, di chi la colpa dell’ Urbanizzazione selvaggia e dissesto idrogeologico?

Di fatto sono conclamate ed accertate le responsabilità delle politiche e degli assertori del cemento così le teorie e le ideologie neoliberiste basate sulla velocità schizofrenica della produzione e circolazione della merce dettata unicamente dalla voracità del profitto cannibalesco del capitalismo a discapito della salute e dell’ambiente.

Dalla tragedia preannunciata di Genova, dai ponti sulle autostrade costruiti con la sabbia a quelli che crollano all’indomani dell’inaugurazione, dal dissesto idrogeologico che provoca frane dove basta qualche ora di pioggia per determinare alluvioni, frane e straripamenti di fiumi con stragi annunciate (Valtellina, Sarno, Noverato, la stessa Genova, in Sardegna ecc).

All’elenco dei tragici eventi di cui sopra si aggiungono le mareggiate che recano danni gravissimi sia economici che in termini di costi di vite umane e la privatizzazione della rete nazionale ferroviaria, sacrificata all’alta velocità vera causa di incuria delle tratte regionali che sta alla base determinano dei gravi incidenti ferroviari che si sono verificati sino ad ora e ne conosciamo i responsabili.

Il Camion che trasportava merci fermo sul ciglio del ponte, a pochi centimetri dal baratro, è un simbolo che dovrebbe, per quanto sopra enunciato, farci riflettere.

Nonostante tutto ciò, quotidianamente siamo costretti a vedere e sentire Politici, Saccenti soloni professionisti, veri criminali, che teorizzano addirittura la necessità della costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina, dei treni dell’alta velocità, delle Mega Centrali Termo Elettriche, del Gasdotto TAP, opere invasive e devastanti, in nome dello sviluppo e della Modernità?

Stop “development”

Stop “sviluppo”

 

 

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