Dalla parte di Tex Willer

Tex

Mai con Salvini.

Tex Willer era noto personaggio dell’omonimo fumetto, anni 60/70, che pur rivestendo il ruolo di Ranger difendeva i diritti delle tribù indiane, disarmate dal Governo Americano e recluse nelle riserve, alle continue aggressioni dei coloni bianchi e dell’esercito degli Stati Uniti d’America.

Dai racconti del famoso fumetto al collegamento con le tristi verità storiche, dal genocidio dei nativi americani al genocidio del popolo palestinese e kurdo, realtà quotidiane di stermini di popoli e, sarebbe proprio il caso di affermare, facendo appello anche ai nostri desideri difronte alle barbarie a cui assistiamo impotenti, di sperare in tantissimi Tex Willer che si ergano a difesa delle comunità oppresse dai visi pallidi israeliani e turchi.

Da Tex Willer allo yankee Matteo Salvini che si erge a difensore dei bianchi italioti.

Si può affermare che è tutto pronto per portare a termine l’iter parlamentare del disegno di legge presentato dalla Lega sulla legittima difesa.

Il tentativo in atto da parte di Salvini teso a consolidare, sostenere e rafforzare le lobby delle armi, come negli Stati Uniti, con il copia/incolla del modello americano in Italia, è inquietante ed alquanto pericoloso.

Di fatti, il disegno di legge sulla legittima difesa, una volta approvato in parlamento, inciderà in termini reazionari ed eversivi sugli  scenari politici prossimi futuri del nostro paese dando un ulteriore scossone alla nostra Costituzione, tra l’altro già resa fragile dai governi precedenti, nei suoi principi cardini legate alla tenuta della Democrazia.

Perché la fretta e la necessità del Governo attuale di approvare la Legge sulla legittima difesa quando:

  • L’industria ed il mercato delle armi in Italia, con i rispettivi circuiti sia ufficiali che para ufficiali e/o paramilitari, sempre fiorente e mai attraversata da crisi economiche e finanziarie, primeggia sia nella produzione che nella distribuzione mondiale e non ha nulla da invidiare agli Stati Uniti d’America, Israele, Russia, Cina nazioni tra i maggiori produttori di armi;
  • Dalle armi individuali (pistole, fucili, fucili d’assalto mitragliatori) ai carri armati, elicotteri, le famigerate mine antiuomo vendute in diversi stati del mondo compresi stati dittatoriali ed integralisti islamici, vedi le mine antiuomo disseminate a Palmira dall’ISIS, il potere economico dell’industria bellica italiota ha sempre avuto un peso politico/finanziario notevole nelle scelte politiche governative nella nostra nazione;
  • La produzione delle armi in Italia, inoltre prolifera grazie anche al mercato parallelo costituito da un canale ufficiale attraverso “regolari legali” con gare e contratti pubblici per le forniture di armi all’esercito ed alle varie forze dell’ordine sia italiane che estere (forze speciali francesi, inglesi ed i Marines americani ecc.) che il mercato illegale con forniture di armi a dittatori delle peggior specie, grazie al sostegno dei servizi segreti grazie (vedi il caso Ilaria Alpi sul traffico in Somalia dei rifiuti in cambio di armi) alla rete trasversale con le criminalità organizzate, specie dei paesi dell’Est (ex Jugoslavia, Albania, Kossovo, Russia, Ucraina).

Dietro il bombardamento e l’opera mediatica, da dare in pasto alla plebe, basata contro gli  immigrati e sulla maggior sicurezza dei cittadini, sarebbe una riflessione molto semplicistica collegarla soltanto al consenso elettorale, in quanto dietro alla “legittima difesa“ si potrebbe celare e nascondere una  questione più politica e più delicata, legata al ruolo ed alla capacità che avranno le lobby italiane delle armi di condizionare gli scenari politici futuri nel nostro paese, anche in contesti internazionali.

Non si deve sottovalutare il rapporto, non a caso sfacciatamente  reso pubblico tra il CONARMI, Consorzio che raggruppa 110 aziende armaiole italiane, e la Lega sia prima durante che dopo l’esito elettorale del 4 Marzo, in quanto potrebbe determinare un precedente politico molto pericoloso poiché riproporrebbe in Italia il modello americano per quanto riguardano i poteri di condizionamento delle lobbies sulle componenti politiche governative.

Se và in porto il Decreto di Salvini relativo all’uso delle armi per “Legittima difesa” e con le modalità sopra descritte, saremo di fronte ad un parlamento che ufficializza di fatto la trasformazione dalla res pubblica alla res privata.

Che in Italia gli scambi di favori, intrallazzi, conflitti d’interessi tra poteri economici, finanziari ed industriali e forze politiche siano sempre esistiti ormai è storia, così come l’intreccio tra politica/malaffare/corruttori/organizzazioni mafiosi.

A riprova di quanto sopra, basterebbe osservare ciò che avviene nei  corridoi del parlamento, dei consigli comunali e regionali, di  nascosto ed in privato ma, normalizzare legalizzare e/o legittimare il rapporto tra lobbies e forze parlamentari significherebbe dare un duro colpo alla Costituzione ed alle funzioni delle rappresentanze  parlamentari.

Ora la liberalizzazione dell’uso delle armi per incentivare i profitti delle lobby delle armi, domani saranno quelli del cemento, dell’energia, della comunicazione, della finanza…

E’ per tali motivi che la Liberalizzazione delle armi è ben vista da Forza Italia che in cambio del voto favorevole vorrà mettere mano al pacchetto giustizia, per modificare con questo governo sia le norme sulle intercettazioni che sul Conflitto d’Interessi.

Altra riflessione politica

Non c’è da stare per niente tranquilli visto che il governo Di Maio/Salvini è ufficialmente sostenuto da Casapound e dalla galassia neofascista italiana a cui bisogna aggiungere il dato delle varie mafie ed organizzazioni criminali che la fanno da padrone sempre di più nel nostro paese.

Se partiamo anche dal presupposto che, chi ha un‘arma in casa prima o poi la userà, dal femminicidio alle violenze private, dai fatti di Macerata al tiro al bersaglio sugli immigrati. Altre domande che dovremmo porci e su cui avviare una seria riflessione quali:

  • Chi sono i maggior frequentatori di poligoni di tiro oltre alle forze dell’ordine?
  • Chi ha il mito delle armi?
  • Chi gira impunito con le armi?
  • Chi permette l’impunità, come da inchieste, alle organizzazioni dei movimenti neofasciste/neonaziste in Italia ed all’estero  che organizzano campi paramilitari dove vengono compiute esercitazioni compreso l’uso delle armi anche da guerra?

    Vigiliamo!