La crisi della scuola a Salerno

Manifestazione a Salerno dei precari, la minaccia: «Ci lasciano senza lavoro, siamo pronti a bloccare tutto»

La notizia peggiore arriva da Battipaglia: «Ci sostituiscono con personale del Comune». La novità è una bomba in piazza Vittorio Veneto al concentramento del corteo. A portarla è proprio una delle operatrici scolastiche che l’altro giorno hanno rifiutato la nomina a termine, in segno di solidarietà con i colleghi tagliati fuori.

Personale Ata ormai protagonista delle lotte per la scuola. «Questa idea del Comune di Battipaglia, potrebbe essere applicata dappertutto». È così che la prima forte azione di protesta – la rinuncia, il rifiuto dei posti di lavoro, atto eclatante di precari per eccellenza in un settore in cui il precariato la fa da padrone – diventa motivo di grave pentimento. Non solo.

Diventa ulteriore motivo di incertezza e impressione di ricatto subìto: «Non serviamo a nessuno, non facciamo paura a nessuno, perchè rinunciare?» si chiedono disorientati. Oggi l’azione di protesta dovrebbe essere reiterata. In 350 circa diranno «no» ad un posto di lavoro, seppure a termine, seppure solo una boccata d’ossigeno.

E alla fine sono le insegnanti, loro guida e loro riferimento in questi giorni come non mai, ad incoraggiarli. La battaglia è di vitale importanza: «Mai come in questo momento e proprio sui problemi degli operatori scolastici, è stato così evidente lo stato di abbandono in cui versa la scuola pubblica».

Proprio a Battipaglia, nella scuola materna di via Lazio, una sola bidella ha badato ieri a 225 bambini e all’igiene dell’istituto. Il problema si ripropone a via Stella. In media ci sono due bidelli ogni 200 alunni. Battipaglia è solo un caso emblematico. L’altro è Salerno. Oggi chiudono la materna di Fratte, quattro sezioni e 100 alunni, e quella di Matierno, tre sezioni e 70 alunni. Ma la situazione di disagio estremo riguarda tutta la provincia. Mario Montera, preside della scuola elementare più centrale della città capoluogo, la Giacinto Vicinanza, ha già chiesto un aiuto economico alle famiglie. Un atto responsabile. Perchè nelle scuole non si riesce a garantire neanche la fornitura della carta igienica, nè quella del sapone per far lavare le mani ai bambini prima della merenda e neanche quella dei detersivi che servono per tenere pulito l’istituto.

È in un contesto come questo che gli insegnanti e le loro nomine sono passati in secondo piano rispetto ai disagi del personale Ata. Perchè i collaboratori scolastici garantiscono ai bambini diritti ancora più elementari di quello allo studio: il diritto all’igiene e quello alla sicurezza e all’incolumità. In questo momento, nelle scuole, manca anche questo.

 

E’ su una battaglia così basilare ieri, durante il corteo che ha attraversato il centro della città di Salerno, passando anche per via dei Mercanti, si è innestata la guerra mai finita di altre realtà sociali in subbuglio. I disoccupati organizzati, per esempio.

Anche loro, quasi 400 persone che ormai da anni si appigliano ad un lumicino di speranza, un corso di formazione, per il quale vedono mettere firme e aumentare carteggi, sono arrivati in Prefettura sotto i loro striscioni e con i loro fischietti. Il loro coordinatore Franz Cittadino non ha avuto timore a dire: «Qui ci sono potenziali autolesionisti e possibili criminali. È una bomba a orologeria». E ancora, creste colorate e giubbini neri, hanno sfilato i giovani degli asili politici; bandiere rosse e conversazioni fitte, i rappresentanti delle sinistre; partecipazione a tutti i costi, anche gli ambulanti; militanza mai terminata, è passato il sessantottino Alfonso Natella.

La piega politica non poteva mancare e non è mancata. I tagli vengono dal governo di centro destra dopotutto. A piazza Portanova c’è stata una fermata d’obbligo sotto la sede di via di Port’Elina. Ma ce n’era pure per il Comune, che ha impedito il passaggio della manifestazione per il corso Garibaldi e costretto il corteo ad infilarsi nei vicoli del centro storico, fino al palazzo della Prefettura.

fonte il mattino di Salerno

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