26 Anni di R/Esistenza, di Autonomia e diffusione della Cultura Resistente e dell’Autogestione a Salerno.

autono

C. S. A. Jan Assen (Asilo Politico)

Maggio 1993- Maggio 2019

I principi storici dell’autogestione su cui una Comunità potrebbe basare le proprie relazioni, in piena armonia con la natura e l’ambiente, possono rappresentare quegli antidoti che, specie in questa fase storica, risultano essere fondamentali e necessari per fronteggiare e ridurre i danni derivanti dall’imbarbarimento sociale che sta condizionando negativamente il nostro vivere quotidiano.

A rendere più precaria e povera l’esistenza del 80% dell’umanità si aggiunge la fragilità dove gli equilibri dell’eco sistema del pianeta terra reso sempre più  fragile e messo a dura prova da guerre, desertificazioni, sconvolgimenti climatici che determinano esodi biblici ed instabilità geo politiche in ampie aree del nostro pianeta, anche nella “civilissima fortezza Europa”.

In nome dello sviluppo capitalista e del Neo Liberismo che non potrà mai avere un volto umano, si sacrifica il destino dell’80% della popolazione mondiale mentre si ergono muri, fili spinati, si ridisegnano confini e si prefigurano stati ed aree geopolitiche su forme identitarie di razze e religioni.

L’internazionale nera di Trump, Bolsonaro, Netahniau, Erdogan, Salvini (l’elenco si amplia sempre di più) che oltre a fagocitare in varie parti del mondo rigurgiti nazi fascisti e fondamentalismi religiosi, interfacce del capitalismo, rappresenta drammaticamente l’attuale spada di Damocle posta sulla testa di quei popoli (Palestinese, Kurdo, comunità dell’America Latina, dell’Africa e comunità che aspirano all’autodeterminazione ed emancipazione) sempre più sacrificati ai profitti ed alle guerre coloniali  per l’accaparramento delle fonti energetiche che valgono più degli esseri umani.

Di fronte a questi scenari si rende necessario il protagonismo politico delle nuove generazioni che da un pò di tempo, seppur timidamente, si stà affacciando nella scena mondiale delle conflittualità con il  rifiuto e la critica radicale allo sviluppo capitalista, contro i fondamentalismi economico/religiosi, le nuove schiavitù e le guerre di stampo neocoloniale.

Fanno ben sperare le recenti mobilitazioni mondiali contro i disastri climatici, lo scempio e la distruzione ambientale (vedi le comunità indios dell’Amazzonia a cui il fascista Bolsonaro ha dichiarato guerra per cementificare la foresta amazzonica, vero polmone del pianeta), così come il movimento internazionale “Non Una di Meno” che è stato in grado di praticare forme di lotte anche attraverso l’uso ed indizione di scioperi generali internazionali contro l’omofobia e femminicidio.

Dalle mobilitazioni internazionali a quella in Italia del 23 Marzo scorso si evidenzia il bisogno di protagonismo politico delle nuove generazioni dando priorità alla pratica dei bisogni reali quali la salute l’ambiente ma anche la voglia di riscatto sociale delle Comunità,  delle periferie e quindi anche la riemersione della “questione meridionale”.

Ripartire dalle singole comunità, dal locale sapendo interpretare non solo i  bisogni delle nuove generazioni di militanti ma anche essere in grado di fornire utili contributi affinché una nuova generazione politica sia in grado di determinare conflitti sociali e di classe sganciate da varie alchimie politiche e/o camaleontismi vari di una qualsivoglia sinistra/neo-sinistra che, risultando sempre smemora dei guai combinati in passato, continua imperterrita a riproporre percorsi e metodologie sconfessate dalla gente anche da un punto di vista elettorale.

Riagganciare l’impegno politico ai bisogni reali della povera gente ritornare ad essere presenti nei quartieri popolari, sempre più prede di culture omofobe/intolleranti, dove il ruolo del sottoproletariato è ritornato ad essere uno strumento di controllo politico semi militare a soldo sia delle organizzazioni criminali che delle forze politiche reazionarie.

Questo è l’auspicio che come compagni del Centro Sociale Jan Assen (Asilo Politico) volgiamo alle nuove generazioni di Salerno che si affacciano alla politica per ritornare ad essere punti di riferimento del riscatto sociale della povera gente, che siano protagoniste di movimenti di lotta per il lavoro, per la pratica dei bisogni, per occupare case e spazi sociali per la difesa della salute, per il sapere critico.

Asilo Politico, in questi 26 anni di R/Esistenza dovuta anche per l’opera di mantenimento della memoria storica dell’antagonismo di classe, con umiltà ed onestà ideologica, nonostante i tantissimi problemi di vario genere, in primis la crisi della militanza, specie di questi ultimi 4 anni, comunque ha contribuito in questo quarto di secolo alla crescita e maturità politica di varie generazioni.

Cercheremo,comunque, di continuare, con onestà ideologica ed umiltà, a diffondere la cultura dell’autogestione nella nostra città per  far risvegliare nelle nuove generazioni la necessità, il dovere ed il bisogno di un nuovo protagonismo politico fondamentale per difendere le agibilità politiche e le libertà di pensiero con la pratica del conflitto.

Le libertà non te le regala nessuno bisogna conquistarsele.

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